Ottobre, tempo di vendemmia e BienNolo è una gran festa inebriante dell’arte

di - 9 Settembre 2021

“Squadra che vince non si cambia”: Carlo Vanoni, Matteo Bergamini, Gianni Romano e Rossana Ciocca hanno presentato oggi nel cuore del quartiere Isola a Milano, in una ex-segheria che diventerà un nuovo spazio espositivo chiamato Loro Milano (in via Ugo Bassi 32, voluto da Luca Arquati, appassionato cultore e collezionista di arte contemporanea), la seconda e attesa edizione di BienNolo, nata ufficialmente il 17 maggio 2019 nell’ex Panettonificio Cova, a Nord di Loreto, e patrocinata dal Comune di Milano, Ufficio Arte negli Spazi Pubblici.

Quest’anno BienNoLo è di scena dal 1 al 10 ottobre, in un formato “large”, estesa anche in aree inedite di una Milano compresa tra il quadrante Stazione Centrale-Viale Monza-Naviglio Martesana-Turro.
La prima edizione di questa manifestazione di arte “quartierale”, come ha detto Carlo Vanoni, ideatore di BienNolo, nonchè scrittore e divulgatore attraverso il teatro e social media dell’utilità e necessità dell’arte di ieri e di oggi, aveva un titolo in greco, Eptacaidecafobia, invece la seconda edizione parla latino: NUNC EST BIBENDUM,NUNC PEDE LIBERO PULSANDA TELLUS (Ora bisogna bere, ora bisogna far risuonare la terra a piede libero), tratto da un verso di Orazio (Odi, I, 37, 1). La terza edizione, ha commentato Vanoni, “forse sarà in sanscrito ma non in inglese, chissà”.

E nell’autunno, speriamo temperato, di un’epoca pandemica, questo titolo entusiasmante è un richiamo solenne al risveglio da pigrizie, torpori e dall’isolamento forzato che abbiamo vissuto tutti – nel bene e nel male – per uscire fuori – non di testa – ma dai nostri pregiudizi attraverso un’arte diffusa e site-specific, per tornare a vivere occasioni di stare insieme per sentirci a casa ovunque nella nostra città e quartiere, come diceva Ugo La Pietra, uno dei 53 artisti partecipanti.
BienNolo sempre più comunitaria e inclusiva, contro l’arte elitaria, quest’anno si è arricchita anche di grandi collaborazioni, supportata anche a livello social dalla pagina Instagram NoloMilano, dell’Agenzia di Comunicazione e produzione h+ (che sarà una delle sedi della manifestazione, con il suo giardino in via Soperga 41), nonché del fascinoso nuovo spazio Loro Milano. Ma BienNoLo, come già detto, si sposterà anche in altri spazi: nel nuovo Nolo91, al medesimo civico di Viale Monza, e in una serie di altre location urbane. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’Azienda Reti Spa è prevista anche una mappa da scaricare con una App, per addentrarsi in questo inebriante tour alla ricerca delle opere d’arte diffuse come Pokemon, qua e là nella città, mentre Untitled Association offrirà la classica mappa cartacea dell’arte adattata alla geografia biennolesca.
Questa manifestazione cult e colta com’è l’arte è democratica, nasce dal basso, è rivolta a curiosi e flaneur di tutte le età, per e nei quartieri, non ha un punto di inizio né di fine, è circolare perché ognuno è libero di crearsi il proprio itinerario liberamente.
Ma c’è un’altra grande novità: la BienNolo 2021 viaggerà anche sulla carrozza di un treno Trenord che per dieci giorni transiterà sulle linee della città metropolitana: su quali lo sapremo una settimana prima dell’inaugurazione della mostra, come annunciato dal direttore della comunicazione dell’azienda, Paolo Garavaglia. Aspettiamo dunque di viaggiare insieme al progetto intitolato Paesaggi imprevisti, site-specific per la carrozza, dell’artista croato Igor Eskinja. Chissà che effetto farà su passeggeri con lo sguardo sempre inchiodato sul proprio smartphone!
BienNolo riconduce l’arte alla vita e quest’anno si presenta come una terapia d’urto contro le fobie di stare insieme, ed è senza controindicazioni, che può rivelare grandi sorprese tutte da vivere.
L’istrionico ideatore Vanoni con l’Associazione ArtCityLab (Romano, Ciocca e Bergamini), ancora ebbri del successo (inatteso) della prima edizione di BienNolo che aveva attirato 8mila spettatori in dieci giorni, hanno evidenziato l’importanza della collaborazione con la città, e come ha detto Lamberto Bertolé (Presidente del Consiglio Comunale di Milano), “Nella trasformazione di una città si può perdere l’anima di un quartiere, con BienNolo si rafforza l’identità di un quartiere aperto e da sempre abitato da artisti di diverse generazioni”.
Ma chi sono i 53 artisti partecipanti, nati tra il 1933 e il 1998? Si passa dai grandi La Pietra, Paolo Masi, Maria Papadimitriou, Aldo Spoldi, Gianmarco Montesano, Maurizio Cannavacciuolo a generazioni più giovani di artisti nati negli anni ’60 e ’70, tra cui Flavio Favelli, Ettore Favini, Norma Jeane, Daniel González, Rä di Martino, Luca Pancrazzi, Gabriele Picco, fino ai giovanissimi Alessandro D’Isanto, Marco Paleari o Mafalda Galessi, selezionati anche tramite una lettura pubblica di portfolio, svoltasi lo scorso luglio.

Gli artisti collocheranno opere di differenti tecniche e linguaggi (inclusa pittura e video installazioni non previste nella precedente edizione) in edicole, garage, ciminiere, balconi, magazzini e altri spazi che saranno comunicati sui canali social della manifestazione e mezzo stampa una settimana prima dell’inizio di questo rocambolesca immersione nell’arte all’over generativa che trasforma la camminata in un azione cognitiva, esplorativa e poetica di quartieri di Milano tutti da riscoprire.
BienNolo così diventa un teatro di socialità alla ricerca di comunità oltre i social network nell’epoca della globalizzazione, attraverso opere e installazioni, qualcuna ci divertirà, altre ci faranno riflettere su come stiamo vivendo gli spazi della socialità, spinti come siamo dal bisogno di fare comunità, di incontrare e riconoscere “l’altro”, anche in uno scenario confuso dei quartieri di tutte le città.
BienNolo è incosciente, coraggiosa manifestazione che attiva Con-nessione, Con-vivialità, Con-divisione, Con-versazione, Con-correnza, Co-noscenza, Con-tagio, verbi che hanno in comune il prefisso “co”, e l’arte nasce per chi la guarda; per noi.

Jacqueline Ceresoli (1965) storica e critica dell’arte con specializzazione in Archeologia Industriale. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente.

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