Foto di Cristina Nunez, This is me
Crescere vuole dire anche immaginarsi in maniera nuova e, in certe fasi della vita, si tratta di un’operazione particolarmente delicata. E se l’adolescenza è da sempre descritta come il topos per eccellenza dei cambiamenti, figuriamoci oggi, con gli sguardi sempre puntati, virtualmente infiniti. Su questa fase critica, che coinvolge tanto la profondità quanto l’esteriorità di soggetti giovanissimi e in piena formazione, si focalizza “This is me”, progetto ideato e diretto da Manuela Capece e Davide Doro. Promosso dal Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti, “This is me” è dedicato alla scoperta dell’identità e alla rappresentazione del sé, in un percorso di accompagnamento di ragazze e i ragazzi dai 12 ai 18 anni, tra arte, teatro e fotografia. Punto di partenza, il genere pittorico dell’autoritratto e il suo corrispettivo contemporaneo, il selfie.
«La pratica del selfie ci dice da tempo che l’identità, la percezione di sé di un adolescente di oggi si costruisce in modo diverso rispetto a un passato anche recentissimo», spiegano gli organizzatori. «Il teatro, l’arte e la fotografia possono trovare punti di connessione per stimolare i ragazzi a riflettere su questi processi, a fare emergere la loro creatività e il loro potenziale umano ed emotivo, ad arricchire l’immagine di sé e a non rifiutare la propria singolarità. Il progetto integra teatro, arte e fotografia in tre momenti distinti e connessi tra loro».
Il progetto prevede il coinvolgimento di adolescenti delle Scuole Medie inferiori e Superiori e la collaborazione tra teatro e città, con la partecipazione attiva di istituzioni sociali, scolastiche e culturali. “This is me” è un’iniziativa pluriennale che verrà realizzata in tappe successive nelle prossime stagioni teatrali e che finora ha trovato espressione in due diverse realizzazioni a Parma. La prima si è svolta nel 2022, sviluppata in collaborazione con il Complesso Monumentale della Pilotta e il Cineclub Zavattini, con la partecipazione della fotografa Cristina Nuñez e di cinque scuole parmigiane. La seconda si è attuata nel 2023, in collaborazione con il Settore Sociale e il Centro per le Famiglie del Comune di Parma.
Nella prima esperienza, la visione delle opere conservate alla Galleria Nazionale di Parma ha guidato gli adolescenti alla scoperta di un linguaggio artistico, la ritrattistica, e delle sue strutturali differenze con il selfie. La fotografa Cristina Nuñez, ideatrice del metodo Spex Self-Portrait Experience – un dispositivo per esplorare la propria vita interiore usando l’autoritratto fotografico – ha coordinato i ragazzi nella creazione di autoscatti con lo smartphone. Nella seconda esperienza, undici adolescenti di Parma hanno sperimentato per alcuni mesi dentro il teatro uno spazio di libertà e di ricerca condivisa intorno alla propria identità, ai propri pensieri e alle proprie emozioni, per poi restituire ora la loro esperienza in una azione scenica.
«La ricerca ha accompagnato gli adolescenti in un percorso di accettazione e valorizzazione della propria identità, in cui sono stati proprio gli elementi più fragili a scatenare il processo creativo più interessante, arricchendo e potenziando l’immagine che ciascuno ha di sé. In un percorso fatto di improvvisazione fisica, teatro, scrittura e fotografia, è stato messo al centro il significato potente della molteplicità, liberata da ogni stereotipo».
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