I mosaici di Aquileia
I mosaici di Aquileia risalgono al IV secolo d.C. e vennero realizzati in concomitanza con la costruzione della Basilica voluta a d Aquileia dal vescovo Teodoro. Lo stato di conservazione dei mosaici è complessivamente buono: quelli della zona sud si sono conservati senza perdere leggibilità, mentre quelli della zona nord appaiono più rovinati e danneggiati anche dalla costruzione della torre campanaria, avvenuta nell’ XI secolo. Il mosaico più grande della basilica è quello che rappresenta Giona, simbolo della morte e resurrezione del Cristo, in riposo sul mare e attorniato da pesci. In tutti gli altri mosaici sono presenti immagini e simboli riferiti alla figura del Cristo ed alla lotta tra il Bene ed il Male.
Il problema dell’umidità
I mosaici paleocristiani della Basilica di Aquileia che l’Unesco ha dichiarato nel 1998 Patrimonio universale dell’umanità sono stati restaurati e si è posto riparo ai danni provocati ad essi dall’umidità. In un ambiente molto umido, quale è quello della Basilica, proliferano infatti con grande facilità microrganismi in grado di intaccare e danneggiare i materiale lapidei che costituiscono i mosaici e la malta di coesione che lega le tessere si degrada fino a perdere la sua capacità di coesione. Lo stato di conservazione dei mosaici di Aquileia era stato aggravato da una serie di restauri non adeguati realizzati negli anni passati.
L’intervento di restauro
Il recente restauro cui sono stati sottoposti i mosaici della Basilica di Aquileia ha previsto due fasi di intervento, volte a riparare i danni causati dall’umidità e a limitare ulteriori danni alle tessere: così ad una prima fase di pulitura, realizzata con acqua e biocidi per eliminare la microflora è seguita una seconda di consolidamento, con la rimozione della malta rovinata e l’applicazione di uno strato protettivo sulle tessere dei mosaici. Con il recente restauro sono cambiate anche le condizioni di fruizione dei mosaici: sono state infatti costruite al di sopra di essi delle passerelle in vetro che consentono di vedere dall’alto i mosaici, annullando i danni derivanti dal calpestio diretto su essi. Il restauro è stato finanziato da Banca Intesa nell’ambito della campagna Restituzioni e dalla Banca Popolare FriulAdria.
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[exibart]
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Nessun danno ai mosaici è mai derivato dal fatto che i visitatori camminassero sopra delle stuoie o delle pedane lignee. Del resto, la comunità cristiana di Aquileia è sempre stata ben attenta ad impedire che si camminasse liberamente sui mosaici.Ma ciò succedeva finchè la basilica era la chiesa parrocchiale degli aquileiesi.Da quando essa è stata loro sottratta per trasformarla in Società (senza che gli aquileiesi abbiano oggi una loro chiesa)tutto il problema è diventato pura questione di finanza gestionale. Le cosiddette "passerelle" sopraelevate non sono state inventate per difendere i mosaici, ma per ben altri scopi:la copertura in vetro avrebbe dovuto, infatti, secondo il progetto, essere totale, onde consentire più di 2000 posti a sedere per i concerti e le altre manifestazioni (che si dovrebbero fare all'esterno dell'edificio sacro, come a Spoleto, avendo peraltro disponibile un amplissimo spazio verde ).Va anche precisato che i mosaici della 4a e 3a campata dell'aula nord non sono sicuramente del IV secolo, ma anteriori di molto, come affermato da C.Cecchelli.