La scoperta
I lavori di restauro promossi per lâAbbazia di S.Antonio di Ranverso hanno portato alla scoperta di un gruppo di formelle in cotto, decorate con raffinati motivi floreali e geometrici in altorilievo: oltre ad un lotto di duemila formelle dellâOttocento, gli studiosi hanno ritrovato, nella cella-ghiacciaia del chiostro, sessanta preziosissime formelle â larghe trenta centimetri per quindici â che sono dei capolavori medievali dellâarte figulina piemontese. Questo tesoro venne messo al sicuro nel secolo scorso dallâarcheologo Alfredo DâAndrade che ordinò la riproduzione, in duemila copie, delle sessanta formelle originali che aveva prelevato dalla facciata dellâAbbazia romanica di S. Antonio di Ranverso, per salvarle dal degrado e per completare il restauro della chiesa che lo impegnò dal 1887 al 1914. Da quando, allâinizio della prima guerra mondiale, DâAndrade nascose le formelle in una cella del chiostro â il cui ingresso era nascosto da una siepe â nessuno seppe piĂš nulla di quelle. Fino alla scoperta di questi giorni.
Il restauro
Sono in corso sullâAbbazia di S. Antonio di Ranverso importanti lavori di restauro, voluti e avviati da Emilia Bargoglio, Presidente dellâOrdine Mauriziano, ente proprietario dellâAbbazia, e da Giampaolo Zanetta, direttore dellâOrdine. I fondi, stanziati dallâOrdine e dalla Regione per complessivi 880 milioni, saranno utilizzati per il risanamento della chiesa e del campanile, dei tetti, della facciata e degli affreschi del presbiterio e della cappella del Priorato, alcuni dei quali opera di Giacomo Jaquerio che li firmò datandoli al 1430. Lâintervento di restauro è seguito dalla Soprintendenza â che ne ha affidato la direzione allâarchitetto Gianfranco Gritella â e sarĂ ultimato entro giugno del 2001. Nel corso del restauro della facciata una piccola parte delle formelle originali sarĂ nuovamente collocata al suo posto: la maggiorparte di quellw sarĂ invece accolta nella nuova struttura museale che esporrĂ , in uno spazio recuperato dal chiostro, arredi e paramenti sacri antichi.
La facciata
I restauratori, guidati da Cristina Arlotto, con il coordinamento della dott.ssa Sonia Savio, hanno individuato, grazie ad uno studio sulle formelle, il colore originale della facciata e hanno ricostruito la sua decorazione. La grande novità è che essa non era solo di colore rosso mattone, perchĂŠ le formelle ritrovate sono policrome e decorate con fregi geometrici a foglie dâargento e dâoro. La ricostruzione della decorazione ha portato i restauratori ad ipotizzare la presenza di fasce di esagoni rossi chiuse da una greca e da decorazioni floreali. Campeggiava poi nella decorazione un grande Tau, la lettera dellâalfabeto greco simbolo dei Frati Antoniani.
FONTE: QUOTIDIANO La stampa
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[exibart]
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