Il progetto
La Soprintendenza ai beni artistici e storici della Basilicata ha presentato all’Amministrazione comunale di Matera uno studio per il recupero di una parte del rione dei Sassi, la caratteristica città scavata nelle rocce. Tale sezione potrebbe diventare un centro culturale come Centro di interpretazione del territorio rupestre e Centro di documentazione sull’evoluzione storica e urbanistica della città. L’area scelta per il progetto è quella già interessata dal finanziamento di quattro miliardi e mezzo di lire previsto dall’intesa tra la Regione Basilicata e il Ministero per i Beni e le Attività culturali in difesa dei Sassi. Essi intanto continuano ad essere i protagonisti del progetto Leonardo da Vinci finanziato con duecentomila Euro dalla Comunità europea, che prevede il recupero e la valorizzazione dei rioni, con l’attivazione di una scuola europea per la formazione continua dei tecnici di imprese impegnate nel recupero dei centri storici e con un master dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura mirato allo studio delle metodologie di riuso collegate allo sviluppo sostenibile.
I Sassi
La città di Matera è famosa per i suoi caratteristici rioni denominati Sasso Caveoso e Sasso Barisano che vennero scavati nella roccia a ridosso di un profondo burrone e che rappresentano un esempio unico al mondo di antica civiltà rupestre. Per questo dal 1994 i Sassi sono stati inclusi nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità curata dall’Unesco e sono oggetto di progetti di recupero e valorizzazione. Per la particolare conformazione del luogo, già dal Paleolitico tutta la zona dei Sassi venne abitata dall’uomo e gli scavi archeologici degli anni passati hanno portato al ritrovamento di molti antichi reperti, oggi conservati nel Museo Nazionale D. Ridola. I numerosi studi condotti da archeologi e studiosi hanno permesso di ricostruire la storia dei Sassi, che furono sempre abitati, dalla preistoria ai giorni nostri: nel Medioevo ospitarono le prime forme di monachesimo eremita e in seguito i primi nuclei socialmente organizzati: nelle antiche chiese rupestri scavate nel tufo sono conservate preziose testimonianze dell’arte della civiltà monastica latina e greco-bizantina. La struttura urbana moderna dei quartieri risale all’Ottocento: essi furono abitati fino agli anni Cinquanta dello scorso secolo, quando i quindicimila abitanti dei Sassi vennero trasferiti nei quartieri nuovi di Matera.
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[exibart]
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