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Fino al 04.X.2015 | Oppo. Pittura Disegno Scenografia | Museo di Villa Torlonia, Roma

di - 20 Settembre 2015
Uomo di regime Cipriano Efisio Oppo (Roma, 1891-1962) è stato una delle figure più influenti nel campo delle arti durante il ventennio fascista, tanto da essere definito nel 1930, dalla sua rivale Margherita Sarfatti, “grande arbitro degli artisti d’Italia”. Pittore, critico d’arte e instancabile organizzatore culturale, Oppo ha ricoperto, con intelligenza e equanimità, incarichi di grande prestigio e influenza, tra cui quelli di segretario generale del Sindacato nazionale degli artisti (1926-1932), deputato parlamentare (1929-1942), ideatore e direttore delle prime quattro edizioni della Quadriennale d’arte nazionale di Roma (1931-1943), curatore artistico della Mostra della Rivoluzione fascista (1932) e commissario per l’Esposizione Universale di Roma (1936-1943), il grande evento che, previsto per il 1942, poi non si farà a causa dello scoppio della guerra.
Il ruolo istituzionale di Oppo, però, ha finito col mettere in ombra l’artista, che solo oggi riceve la giusta attenzione grazie a un’importante mostra monografica dal titolo “Oppo. Pittura Disegno Scenografia”(fino al 4 ottobre 2015) allestita nelle sale del Casino dei Principi di Villa Torlonia e organizzata dalla Fondazione Oppo in collaborazione con il Museo della Scuola Romana e l’Archivio Storico del Teatro dell’Opera di Roma.
Curata  in modo esemplare da Francesca Romana Morelli, già autrice del volume Cipriano Efisio Oppo. Un legislatore per l’arte (2000), e da Valerio Rivosecchi, l’esposizione, ricca anche di numerosi documenti inediti, illustra attraverso cinquanta dipinti e venti disegni l’attività pittorica e grafica di Oppo,  dalle opere giovanili, di matrice espressionista, legate al clima della Secessione romana, ai capolavori degli anni venti e trenta, caratterizzati da una personale vena narrativa, particolarmente evidente nei ritratti, fino alla produzione del secondo dopoguerra, di carattere più intimista. Ma oltre a indagare l’attività di pittore, illustratore e vignettista politico, l’esposizione mette in luce l’attività di scenografo, assai interessante e praticamente sconosciuta,  presentando  una ventina tra bozzetti di scena e figurini, e quattro costumi realizzati per il Teatro dell’Opera di Roma. Sono esposti, tra gli altri, i bozzetti realizzati nel 1932 per La donna serpente, l’opera di Carlo Gozzi musicata da Alfredo Casella, le cui scenografie entusiasmarono Roberto Longhi, e i bozzetti eseguiti nel 1934 per La favola del figlio cambiato, scritta da Luigi Pirandello e musicata da Gian Francesco Malipiero, che per la verità si rivelò un fiasco.
Accompagna la mostra un catalogo ampiamente illustrato, edito da Artemide, che costituisce la prima ampia monografia dedicata all’artista, con saggi critici, oltre che dei curatori, di Paolo Nasso, Francesco Reggiani e Edoardo Sassi (pp. 224, € 35).
Flavia Matitti
mostra visitata il 24 giugno
Dal 20 maggio al 4 ottobre 2015
Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi
Orari: da martedì a domenica ore 9.00-19.00
Info: www.museivillatorlonia.it/mostre_ed_eventi/mostre/oppo_pittura_disegno_scenografia

Nata a Amsterdam nel 1964, è storica dell’arte e giornalista. Vive e lavora a Roma, dove insegna Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti. E’ autrice di saggi che spaziano dal Barocco romano all’arte contemporanea, dall’iconografia alla storia delle mostre, con una predilezione per i rapporti dell’arte con la letteratura, la fotografia e l’esoterismo. Tra i suoi libri più recenti: la raccolta di scritti di Fausto Pirandello, Riflessioni sull’arte, curata con Claudia Gian Ferrari (Abscondita, Milano 2008); Fausto Pirandello. Gli anni di Parigi 1928-1930 (Artemide, Roma 2009); e, con Gerd Roos, «Londra d’estate è quanto mai metafisica». Giorgio de Chirico e la galleria Alex. Reid & Lefevre. Un carteggio inedito 1937-1939, (Scalpendi Editore, Milano 2012). In occasione di «Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016» e poi di «Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017» ha curato la mostra Artiste al lavoro. Il lavoro delle donne. Capolavori dalle Raccolte d’arte della Cgil (Mantova, Palazzo della Ragione e Pistoia «La Cattedrale», ex Breda; i cataloghi sono curati con Patrizia Lazoi).

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