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Fino al 10.II.2018 | Cosimo Veneziano, Rompi la finestra e ruba i frammenti! | Albumarte, Roma

di - 7 Febbraio 2018
Lo spazio artistico, dinamico e innovativo di AlbumArte organizza cicli di mostre brevi (ognuna dalla durata massima di 15 giorni). Queste, dal sapore intenso e concentrato, hanno come obiettivo quello di focalizzare l’attenzione su un preciso particolare artistico aprendo dialoghi e riflessioni. Il primo protagonista è Cosimo Veneziano in “Rompi la finestra e ruba i frammenti”, a cura di Benedetta Carpi De Resmini che, grazie al suo sguardo acuto e riflessivo, scuote anima e menti nelle sue mostre.
Una ricerca curiosa quella dell’artista, uno studio che pone l’attenzione sui monumenti, sulla loro poliedricità funzionale e comunicativa. La storia e i suoi protagonisti sono stati da sempre celebrati attraverso omaggi scultorei che, per antonomasia, sono simbolo di valori, gesta e identità di un popolo. Questi, però, sono composti da una moltitudine di singolarità ognuna delle quali racconta una storia nascosta e sommessa alla quale nessuno ha dato attenzione sino ad ora. La ricerca di Cosimo, quindi, non vuole celebrare la scultura come se fosse una reliquia religiosa, come attesta la stessa curatrice, bensì vuole sottolineare quelle singolarità (che compongono una comunità) che, come i frammenti che compongono un’opera, riemergono dalla polvere attraverso nuova vita e nuova luce, portando con loro i vecchi valori di cui si fanno fautori e aprire nuovi varchi, nuovi ambiti, su cui indagare e interrogarsi.

Cosimo Veneziano, Rompi la finestra e ruba i frammenti! Exhibition view; ph. Sebastiano Luciano; courtesy AlbumArte

È proprio su questa singolarità che Veneziano lavora, come per esempio per il progetto della fontana di via Verolengo di Torino, dove tempo fa sorgeva una fabbrica della famosa marca “Superga”. Dopo un’attenta ricerca e un intenso studio l’artista ha “personificato” quel luogo raccontando attraverso una serie di immagini i gesti ritmici, meccanici, che le operaie facevano durante la produzione delle famose scarpe. Uno studio dalle sfumature quasi “leonardesche” collegando scienza, umanità e storia senza tralasciare nessuna voce. Una singolarità, la sua, che rappresenta una collettività, quella degli operai e delle operaie, una denuncia verso una società capitalista che mostra benessere e lavoro, celando con astuzia lo sfruttamento delle risorse umane e l’assenza dei diritti dei lavoratori. Nel “Il pallido contorno de sole” l’artista pone l’accento proprio sui confini non definiti, sull’elasticità dell’identità composta da mille volti e da infinite sfaccettature, che nella loro moltitudine si sono congiunte in una comunità unita, uno dei lavori che mi ha più colpito assieme a “Petrolio” in cui i più grandi monumenti della storia vengono rappresentati ma non per intero, gran parte viene nascosta dietro dei feltri che, come porte semi aperte, fanno emergere qualche piccolo particolare che cattura il nostro sguardo curioso con un’attenzione mai avuta prima.
Uno sguardo profondo su di noi e sul nostro continuo e ciclico mutamento, dove i monumenti sono impronta tangibile dai confini labili in continua trasformazione che, dal passato, riemergono con nuova forza e nuova luce.
Valentina Muzi
Mostra visitata il 29 gennaio
Dal 29 gennaio al 10 febbraio 2018
Cosimo Veneziano, Rompi la finestra e ruba i frammenti!
AlbumArte
Via Flaminia 122, Roma
Orari: lunedì-sabato 15.00-19.00
Info: www.albumarte.org, info@albumarte.org

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