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Fino al 20.VII.2018 | La Torre Maluttona + Mercato Babelico, Fondazione Malutta | Galleria Monitor, Roma

di - 17 Luglio 2018
Sembra ironizzare sull’autoreferenzialità del sistema la Fondazione Molutta di Venezia, che all’egocentrismo dell’artista, divo e unico, contrappone l’identità collettiva, lo stare insieme e il con-fondersi. Un’ironia chiara fin dal nome che invoca la formula istituzionalizzata per poi concretizzarsi nella meno impegnativa soluzione associativa. Cinquantadue artisti, italiani e stranieri, in gran parte giovanissimi, tra i 20 e i 35 anni, con punte ai quaranta per i soci fondatori, diversissimi per provenienza e mezzi espressivi ma accomunati da una formazione veneziana, tra Iuav e Accademia di Belle Arti, compongono il pluriforme scenario espressivo della fondazione, rivendicando al contempo l’internazionalità della scena lagunare. Nato ufficialmente nel 2013, ma già con esperienze espositive pregresse, il collettivo vanta già mostre in luoghi prestigiosi, dentro e fuori Venezia.
Una nuova mostra, a Roma, da Galleria Monitor, presenta, per la seconda volta dopo l’esposizione dello scorso anno, nomi e intenti del collettivo. Lo fa con un duplice allestimento, che oltre a ricalcare lo spazio capitolino, riafferma la duplicità del concept, interamente concepito sul binomio Torre di Babele-Mercato che per l’occasione si è trasformato nel titolo “La Torre Maluttona + Mercato babelico”. Ad introdurre la mostra vi è un ritratto di Adriano Celentano rinvenuto casualmente e reso volutamente  kitsch. Icona pop italiana per eccellenza, Celentano è eletto sardonicamente a nume tutelare del gruppo. Alla notorietà del personaggio si contrappone l’anonimato dell’esecutore (un ignaro e sconosciuto pittore la cui firma è ancora leggibile sul fronte) che ancora una volta si perde nei meandri di un’identità molteplice, ribadendo il duplice fine dell’incontro e della mescolanza.

La Torre Maluttona + Mercato babelico, Fondazione Maluttona, foto di Giorgio Benni

Molteplici i mezzi espressivi adoperati dagli artisti, tanti quanti i linguaggi, dalla pittura al ricamo, dal disegno alla scultura fino alla grafica e all’installazione. Un’immagine autenticamente babelica riflettente l’età contemporanea ma anche la molteplicità di mezzi di cui quest’ultima dispone per raccontarsi.
Parcellizzati in un’identità plurima, gli oltre cinquanta artisti rinunciano parzialmente alla propria individualità per generare un fronte unico e un impatto complessivo, a tratti dirompente, reso con efficacia nella duplice installazione romana. Da un lato la Torre Maluttona, ironica parafrasi della piu famosa torre biblica, in cui i diversi linguaggi si riassumono e i nomi si aggregano, dall’altro il Mercato babelico, con tanto di tavolo e bandierine da festa, in cui le singole personalità si disgregano ritornando individuali. Un esperimento riuscito, che annulla le differenze ma non le omologa, difende la personalità senza nulla cedere al divismo dell’artista solo ed inarrivabile. Un’esperienza da vivere e su cui riflettere, ma con spensieratezza, la stessa che anima gli artisti e che così soavemente li fa convivere.
Carmelo Cipriani
mostra visitata il 20 giugno 
Dal 20 giugno al 20 luglio 2018
La Torre Maluttona + Mercato babelico, Fondazione Maluttona
Via Sforza Cesarini 43-44, 00186 Roma
Orari: da martedì a venerdì, dalle 13 alle 19
Info: +39 0639378024, monitor@monitoronline.org, www.monitoronline.org

Nato a Terlizzi nel 1980, è giornalista, critico d’arte e curatore indipendente. Dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Lecce, si perfeziona sull'Arte del Novecento all'Università degli Studi di Bari. Già cultore della materia in Museologia presso l’Università degli Studi della Calabria e docente a contratto presso l’Accademia di Belle Arti di Vibo Valentia, ha condotto studi specialistici e curato mostre per Soprintendenze, istituzioni e musei.  

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