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Fino al 9.II.2014 | Felice Levini. Nord-Est Sud-Ovest | Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma

di - 28 Gennaio 2014
Una cornice a tre dimensioni. Una tela “architettonica”, una camera oscura che diventa in realtà rivelatrice. Soprattutto, il luogo-non luogo della contemplazione, dove l’arte si confronta con se stessa. Sono tante e diverse le possibili letture dell’installazione realizzata da Felice Levini esposta fino al 9 febbraio alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Progetto site specific Nord-Est Sud-Ovest porta le opere dell’artista a dialogare direttamente con quelle dei futuristi presenti nella collezione del museo.

Il cubo diventa una sorta di museo nel museo, con vista diretta su uno scorcio di storia dell’arte. E, più in generale, del secolo scorso, con le sue aspirazioni e ispirazioni. L’installazione ospita un gruppo di lavori di Levini in modo che siano visibili sia dall’interno che dall’esterno, osservabili sia come opere singole, ma anche nella più complessa trama che compongono al centro della costruzione. 7
La “gabbia” espositiva si rivela così come opera in tutta la forza della sua pluralità, anche intransigente. Le tre facce del dado, a fondo nero, ospitano altrettante tele. Dall’ultima, bianca, emerge la testa bendata della dea Fortuna insieme al monito “Meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine”.
A completare l’installazione sono i quattro punti cardinali, in rosso, e un oblò in vetro da cui si assiste alla rappresentazione Non c’è, già presentata a Roma nel 2004. Confrontandosi con il proprio passato, nella potenza della sua ambizione, l’arte libera se stessa dal canone estetico, in una sorta di monumento al qui e ora del contemporaneo che costruisce l’eternità istante per istante, perfino, come ossimoro, nel paradosso della fugacità.
Vano è ciò che non lascia traccia, ma è sul concetto di “traccia” che l’arte qui si può interrogare, superando la materia per approdare alla purezza della sensazione. Di più, all’emozione, oltre il confine del dato e, ancora di più, del possibile. La visuale diventa architettura, la visione si fa sentimento, il visionario diventa l’immortale creatura della sua stessa immaginazione. Priva di gabbie e codici, di regole e contraddizioni, così come di ogni antitesi che nel passato abbia contribuito a generarla, l’arte riscopre la potenza dell’invenzione pura, unica ancora all’ignoto.
Valeria Arnaldi
Mostra visitata il 6 dicembre
Dal 5 dicembre 2013 al 9 febbraio 2014
Felice Levini, Nord-Est Sud-Ovest
Galleria Nazionale d’arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma
Orari: dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30
Info: 0632298221

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