intensiva o di una casa isolata; e si lascia invecchiare dagli agenti atmosferici in una “incuria” assolutamente volontaria. Dopo il progetto Terrazzo Painting, in cui l’artista riproduceva consumate pavimentazioni di terrazze, con Sunny side up il lavoro si concentra ancora una volta su elementi legati al vissuto in esterno, riportati ed assurti ad oggetto di contemplazione, in interno. L’effetto delle tele esposte sulla carta da parati, non restaurata in metà della galleria, impressiona per l’inaspettata continuità di graffi e segni del tempo, quasi che l’opera fosse nascosta nella parete e da essa fosse emersa successivamente. Realizzate con spray e vernici industriali, sottoposte a trattamento invecchiante con acquaragia e lasciate poi per mesi in esterno, i lavori di Værslev portano traccia dell’indagine dell’artista sul tema complesso della “temporalità”, anticipata e registrata falsando abitudini e dissacrando il tradizionale rispetto per l’opera d’arte. «Throught this process, the canopies come across as recalcitrant (photo) prints (of) the physical world», dal testo critico di Peter J. Amdam: oggetti che si relazionano allo spazio circostante come aperture su mondi nascosti e storie di vita.
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