Nel 1992 Neal Stephenson nel suo libro di fantascienza Snow Crash scriveva di una comunità virtuale nella quale grazie ad internet era possibile far incontrare persone sotto forma di avatar ed interagire in un universo a 3 dimensioni. Sono passati esattamente quindici anni da questa premonizione fatta all’alba dell’internet di dominio pubblico e nel frattempo il prodotto della fantasia dell’autore statunitense si è trasformata in realtà (virtuale). Oggigiorno è possibile visitare una mostra, un museo o un istituto di cultura, incontrare artisti, critici o semplici appassionati stando comodamente a casa, in ufficio o dovunque si voglia, basta avere un pc e una connessione a banda larga.
Second Life è la più frequentata tra le realtà virtuali, con oltre sei milioni di utenti, ed è caratterizzata da una fase pionieristica nella quale è oggetto di attenzione da parte di grandi aziende e multinazionali. Qui l’arte ha già gettato solide radici. In questo contesto il 10 maggio ha preso il via l’ attività espositiva della Shift Gallery con la mostra Unlocked, a cui partecipano dodici artisti trentini (Marco Adami, Emanuele Benedetti, Andrea Bertolini, Stefano Cagol, Tatiana Festi, Rosario Fontanella, Sara Giordani, koan01, Federico Lanaro, Laurina Paperina, Matteo Peterlini e Andrea Pregl).
Micaela Ricciuti e Mauro Plazzer sono gli ideatori e curatori della Shift Gallery, dal design minimal e con riferimenti concettuali, e situtata nella regione Indire (Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa ). La galleria basa la sua politica artistica sull’idea di interazione tra i mondi paralleli allo scopo di dare estesa visibilità alla libera creatività che si giova del dialogo tra virtuale e reale. Come shift è il tasto del computer che permette di accedere a determinate funzioni, così lo spazio espositivo, che da questo prende il nome, si propone quale mezzo per l’apertura di nuovi scenari impensabili fino a poco tempo fa. Lo stesso titolo della mostra Unlocked (“Sbloccato”) ammicca alla condizione degli artisti che qui espongono per la prima volta in Second Life e si aprono a nuove strade percorribili. Tra gli artisti presenti, Emanuele Benedetti espone Niente va al niente (2007), sei pannelli per sei frame tratti dal video da cui prende il nome il lavoro. Qui una figura di nudo femminile s’immerge nell’acqua sinonimo di rinascita ed entra sostanzialmente in un mondo altro, come in Second Life. Stefano Cagol invece, con Second “Life Flu” (2007), affronta il tema della percezione audio-visiva.
Tatiana Festi presenta Senza titolo (2007), nel quale un paio di gambe dai toni violacei e acidi sono impresse su un supporto con le istruzioni per la costruzione di una Viola da gamba, mentre Laurina Paperina propone attraverso il suo tratto essenziale e ironico una dissacrante e personale rivisitazione di alcuni protagonisti della storia dell’arte contemporanea.Secondmirror (2007), di Matteo Peterlini è un intervento di ascendente pistolettiano incentrato sulla tematica dello specchio, simbolo della presa di coscienza di se nella realtà, nel virtuale emblema dell’acquisizione di consapevolezza artistica di un nuovo mondo.
carlo ercoli
mostra visitata il 10 maggio 2007
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