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Tutto su Enrico Baj

di - 3 Gennaio 2019
Questo volume è un racconto erudito, brillante, avventuroso che inverte i normali riferimenti temporali con un percorso à rebours fatto di ricordi, riflessioni e citazioni mutuate da artisti e intellettuali di ogni epoca e origine, attingendo a piene mani all’ironia e al gusto per il paradosso.
Erede dei movimenti dadaista e surrealista e spirito incline alla sperimentazione, Enrico Baj è stato uno dei più irriverenti e prolifici artisti italiani del XX secolo, oltre che un brillante saggista e polemista. Con una narrazione che risale la corrente degli eventi dal 1983, anno in cui viene pubblicata, al 1924, anno di nascita dell’autore, Automitobiografia ricompone il grande mosaico delle figure e dei riferimenti culturali che hanno costellato la sua vita e la sua produzione artistica e ci immerge fin dalle prime pagine nella coeva cultura visiva, contrassegnata dall’affermarsi del Postmodernismo, della Transavanguardia, della pittura “colta” e del citazionismo. Correnti ben note a Baj fin dagli anni Sessanta, epoca a cui risalgono i primi D’après, rifacimenti ludici delle opere dei grandi maestri, come il ciclo Chez Picasso o le composizioni La cravatta di Jackson Pollock e la Vendetta della Gioconda, nella quale Baj sostituisce un ritratto fotografico di Duchamp al volto del capolavoro leonardesco, sfidando l’artista francese sul suo stesso campo.
Queste creazioni testimoniano una vocazione al recupero tesa al rinnovamento dell’arte e della pittura in particolare, che porta Baj a vestire le sue opere con damaschi, broccati, pizzi, medaglie, mostrine, stelle o qualsiasi patacca affolli il suo studio. E che sul piano della scrittura si traduce in un assemblage di ricordi, riflessioni e citazioni mutuate da artisti e intellettuali di ogni epoca e origine, fra cui spiccano i nomi di Marcel e Suzanne Duchamp, Octavio Paz, Edoardo Sanguineti, André Breton, Man Ray, Giorgio de Chirico, la duchessa di Beaufort, Alberto Giacometti, Arturo Schwarz, ma soprattutto Alfred Jarry, suo mentore e padre putativo. Dall’istrionico autore dell’Ubu re e fondatore della Patafisica, la “scienza delle soluzioni immaginarie”, Baj apprende la forza dell’ironia di fronte alle nevrosi, alle follie e alle aberrazioni della società, e ne fa uso in maniera esemplare fra le pagine di questo volume, attraverso continui passaggi di registro tra letteratura colta e racconti esilaranti, informazioni biografiche e passi giocosi, linguaggio sapiente e toni popolari.
Anticipando tematiche che Baj svilupperà appieno negli anni successivi, Automitobiografia tocca la sfera umanistica, scientifica e sociologica e marca alcuni punti fermi del suo pensiero: l’opposizione all’autoritarismo politico e militare; la ridicolizzazione dei miti, dei codici e delle mode della massa; il ritorno alla natura e alla terra. Con intuito profetico, Baj nutre una certa diffidenza nei confronti del progresso scientifico, e si batte a favore di uno stile di vita estraneo a ogni forma di artificialità fine a se stessa, contro la minaccia di una tecnologia totalizzante, portatrice di un graduale impoverimento delle facoltà umane, quali la memoria, l’immaginazione, l’intelletto e la creatività. Un’intuizione che emerge nitida nella memorabile installazione dell’Apocalisse, frutto di una cultura pittorico-letteraria vastissima e declinazione contemporanea del bestiario medievale che, tra mostri e demoni, denuncia la tracotanza dell’uomo e le violenze che questi infligge al pianeta.
Enrico Baj
Automitobiografia
Johan & Levi
2018
15,5 x 23 cm
€ 23,00
collana biografie
ill. 66 b/n e 11 colore
p. 260
ISBN: 978-88-6010-213-3

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