Categorie: sicilia

fino al 17.XI.2002 | Land Escape | Palermo, Cantieri culturali alla Zisa

di - 31 Ottobre 2002

Se il punto di vista sulle cose rappresenta una realtà percettiva incostante e mutevole, questa lo è ancora di più quando, tra lo sguardo e l’oggetto, il tempo e lo spazio si divertono a rincorrersi, l’anima fa capolino e un nuovo secolo ha appena voltato pagina.
Così l’indagine sul paesaggio, scelta come motivo ispiratore e di riflessione per la mostra “Land-escape “, curata da Ida Parlavecchio ed Emilia Valenza, già nel titolo comunica l’idea di fuga da uno dei generi cardine della creatività artistica, salvo poi mostrare il risultato di un interessante processo di metabolizzazione avvenuta nei confronti della concezione di questo secolare tema. Certo, adesso occorre fare i conti con la finzione in pvc che tutto attanaglia, con il risultato delle distorsioni biologiche che si incrociano con ricordi sempre più offuscati, con l’immagine dell’immagine che non è più risultato di riflessione filosofica ma piuttosto quello proposto dalla televisione o da una fotografia. E non è un caso che a questi due mezzi espressivi ricorrano con sempre maggiore frequenza gli artisti, anche i più giovani. La pittura c’è e resiste, ma anch’essa, adesso, guarda la realtà impressa sulla fotografia o elaborata attraverso un frame, scegliendo un ulteriore passaggio- o forse una scorciatoia?- che la fa scivolare in una nitidezza straniante, illuminata da pennellate di luce artificiale. Il paesaggio proposto dai giovani artisti è chiaramente anche introspettivo, ed ecco affiorare il ricordo, soffice e nebuloso: può essere dipinto, come la tempesta nel deserto nel grande formato da Marina Ruggiero, l’immagine veloce della 57esima di Kastriot Pal Piroli, la strada affollata di Davide Sansone, oppure serve a raccontare di un gatto e di un bimbo per Letizia De Caro. A volte il ricordo può avere un retrogusto degno di Shining ed ecco materializzarsi in un angosciante tunnel metallico figure retrò disperatamente sorridenti, efficacemente proposte da Miriam Scaduto con grandi stampe al plotter, o può essere l’immagine di un’infanzia che si materializza, labile e presente, nelle fotografie di Patrizia Impastato o nei raffinati carboncini di Giuseppe Costa, che uniscono abilmente passato e presente. Differenti per argomento e sguardo i tre video presentati: Ester Sparatore prosegue la sua ricerca dai risvolti sociali raccontando con taglio documentaristico la storia di alcuni extracomunitari, Antonella Tumminello propone un paesaggio popolato da gabbiani impegnati a sorvolare una linea d’orizzonte composta da sacchetti di spazzatura, Marta Vassallo restituisce allo spettatore lo sguardo di un bambino nella culla.
Il paesaggio si fa linea e luce nell’installazione di Ambra di Trapani, si colora di innaturali tinte rossastre nei lightbox di Filippo Messina, si modifica e ripete all’infinito nei pattern di microfoto di Rori Palazzo, capovolge ironicamente con una vertigine improvvisa il punto di vista nell’installazione di Vincenzo Tresoldi. Sfocato e ribaltato, si delinea nitido nelle “boules d’eté” di Claudia Bardi ed è un prato verde da calcio che svela la sua origine televisiva giocando con le seicentesche cornici dorate nell’installazione a parete di Arianna Biondo. Autentico e “naturalmente” a specchio nella foto di Maria Di Domenico, è costruito con micro-set nelle immagini di Giulia Esposito, Alessandra De Maria, nelle piccole teche di Francesca Saurel, nei contenitori di vetro di Valentina Glorioso. Stampato da Rosalba Gambino su mattonelle funerarie di porcellana, il paesaggio mostra invece di godere di ottima salute.

paola nicita


Palermo (zona centrale) – Land Escape, a cura di Ida Parlavecchio e Emilia Valenza, Cantieri culturali alla Zisa. Allievi Abadir- Accademia di Belle Arti e del Restauro. San Martino delle Scale, Abbazia PP. Benedettini
tel-fax 091 418022 info@abbaziadisanmartino.it fino al 17 novembre 2002-10-28


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