L’artista è “colui che vede e ha la capacità di far vedere”, mostrando le sue sensibilità, le sue visioni, i suoi pensieri. Poco importa se per fare questo egli utilizzi tele o partiture: i linguaggi artistici intrecciano alfabeti -comuni e comunicanti.
Daniele Lombardi e Francesco Pennisi –musicisti pittori- narrano le loro ispirazioni, le loro memorie, le loro percezioni.
Una Musica inaudita sembra allora giocare fra colori e forme, quando Daniele Lombardi compone musiche di note visive, traspone armonie e dissonanze in un linguaggio che parla allo sguardo. Il visitatore precepisce affascinato gesti, pensieri e ispirazioni di un musicista che unsice suono e segno. Fra partiture sospese e motivi giganti, Lombardi immerge il pubblico in una vivace musica d’immagini, in una variopinta composizione di forme risonanti e coinvolgenti.
In margine al pentagramma, Francesco Pennisi racconta invece brani della sua memoria siciliana e dispiega -nelle cromie- armonie timbriche altamente suggestive. Il suo linguaggio, alto e sottile, permea il visitatore di note passate che scorrono tra colori e figure. I pennelli di Pennisi sono strumenti ordinati, tesi a comporre una musica intensa e lieve, suggestiva, deliziosa.
valentina zucchi
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