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A Mantova, torna il colore della Street Art, con Without Frontiers. Ce ne parlano le curatrici

di - 24 Aprile 2018
A Lunetta, quartiere della periferia di Mantova già interessato da diversi programmi di rigenerazione urbana e sociale, i colori stanno per tornare. Il 26 aprile, infatti, si aprirà il terzo capitolo di Without Frontiers. Lunetta a colori, progetto portato avanti dall’associazione culturale Caravan SetUp e in collaborazione con Il Cerchio e le Gocce. Una mostra a cielo aperto e in progress, per coinvolgere gli abitanti del luogo nell’immaginazione di nuovi spazi quotidiani, attraverso il linguaggio colorato della Street Art. Dopo gli interventi di artisti come Bianco-Valente, Corn79, Elbi Elem, Etnik, Fabio Petani, Made514, Panem et Circenses, Perino & Vele, Vesod e Zedz, sarà la volta di Joys, alias Cristian Bovo, i cui primi pezzi in strada risalgono agli anni ’90 e, adesso, sono visibili anche in Russia e in Cina. L’artista, originario di Padova, realizzerà un’opera di circa 800 metri quadrati sulla facciata del palazzo di Viale Piemonte, una sorta di porta d’ingresso che darà il benvenuto a chiunque entrerà nel quartiere. Ma non è finita qui, perché il progetto è diviso in due fasi distinte, dal 26 aprile al 4 maggio e dal 18 al 24 giugno, e vi si affiancheranno anche i giovanissimi. Ce ne parlano meglio le curatrici, Simona Gavioli e Giulia Giliberti.
Without Frontiers è arrivato alla terza edizione e ormai si può dire che a Lunetta siete di casa. Com’è cambiato il quartiere in questi anni e come si è adattato il progetto?
«Without Frontiers ha trasformato l’universo visivo del quartiere, animando un luogo ricco di potenzialità per la presenza di grandi edifici e ampie superfici che ci hanno permesso di immaginare questo cambiamento già dal giorno in cui, per la prima volta, abbiamo messo piede nel quartiere. Dopo moltissimi sopralluoghi e incontri con le associazioni di Lunetta e gli abitanti del quartiere, non abbiamo avuto dubbi. Tante sono le realtà che si impegnano al suo interno per migliorare l’integrazione e la comunicazione tra le persone e il nostro contributo voleva andare esattamente nella stessa direzione. Attraverso l’arte si stimola il pensiero, l’opera e la sua fruizione oltre a emozionare e a produce scambi di significato è di tutti, appartiene a tutti, senza distinzioni».
Questa volta il progetto sarà diviso in due fasi e, oltre all’artista Joys, saranno coinvolti anche gli studenti dell’Istituto Carlo D’Arco e del Liceo Classico Virgilio. Cosa potremo vedere?
«Ci teniamo molto a coinvolgere i giovani dei Licei e renderli partecipi in un progetto che formerà parte del loro futuro. Per questa III° edizione di Without Frontiers, lavoreremo insieme alla classe 3CG Comunicazione e Grafica dell’Istituto Carlo D’arco, coordinati dal prof. Carlo Benini, che a partire dal 26 aprile e fino alla fine di giugno, svilupperanno, stimolati dalle opere d’arte presenti a Lunetta, un progetto nel quale mostreranno, attraverso la fotografia, la loro particolare idea sul tema della “nuova pelle” inteso come cambiamento. I ragazzi hanno già avanzato diverse proposte che verranno amplificate sicuramente dal loro primo incontro con l’artista Joys. Nel corso dei due mesi di laboratorio, i ragazzi avranno la possibilità di stare fianco a fianco con gli artisti e coglierne l’esperienza che poi, siamo certe, ributteranno fuori con la creatività esplosiva di chi, come loro, ha 16 anni.
L’altro progetto Nova, degli studenti del Liceo Virgilio, che in collaborazione con Rete Lunetta mira a rigenerare il quartiere Lunetta-Frassino attraverso opere di street art ideate dal basso con il coinvolgimento e la partecipazione dei residenti del quartiere. Il nome Nova racchiude in sé lo scopo dell’iniziativa: una stella che esplodendo porta colore, novità e cambiamento. L’obiettivo del progetto è quello di migliorare l’ambiente urbano e di rafforzare la coesione sociale all’interno del quartiere Lunetta attraverso un processo condiviso e partecipato di creazione di opere di street art.
Cosa precisamente potrete vedere non ve lo sappiamo dire. Venite a trovarci e vedrete».
Dall’eredità rinascimentale di Leon Battista Alberti e Andrea Mantegna, alla Street Art. Il passo è breve?
«Il progetto ha visto il coinvolgimento di artisti provenienti da mondi diversi che difficilmente si incontrano, ma lo fanno a Lunetta e con i loro differenti approcci sviluppano una relazione tra arte urbana e arte pubblica. Il concetto si lega anche a ciò che possiamo definire come un ritorno all’affresco e il passo è breve e entra nella logica dell’eterno ritorno, ma adesso lo fa nei termini di una rinascita nel nome dell’arte che abbraccia, in una circonferenza invisibile, il quartiere, sollevandolo dal rischio di perdersi in un anonima periferia soffocata dal cemento. È la rivincita del quartiere Lunetta, per utilizzare una frase che gli stessi abitanti di Lunetta hanno espresso. È la sua rivincita perché la bellezza, che prima si nascondeva dietro una porticina che piano piano si apriva, adesso è alla luce del sole e si apre al mondo intero».

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