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Al via la quinta edizione della Biennale Gherdëina. Con un curatore d’eccezione: il polacco Adam Budak

di - 19 Luglio 2016
Mentre si accinge a celebrare il suo quinto anno di vita, la Biennale Ghardëina di Ortisei si rinnova sotto la direzione del polacco Adam Budak, già curatore del padiglione Estonia alla Biennale di Venezia e della Kunsthaus Graz, nonché chief curator alla National Gallery di Praga. Budak aveva già curato Manifesta 7, la rassegna da cui si è poi sviluppata parallelamente la Biennale, acquisendo una sua indipendenza.
“From Here to Eternity / Da qui all’eternità”, che inaugura giovedì 21 luglio e si protrae fino al prossimo 11 settembre, si sviluppa nell’area pedonale e nel Centro Artistico e Culturale della città altoatesina, cornice di un confronto artistico sul tema della tradizione da parte degli ospiti di quest’anno. Sei di questi – Fernando Sanchez Castillo, Anna Hulacova, Franz Kapfer, Szymon Kobylarz, Christian Kosmas Mayer e Marzia Migliora – realizzeranno altrettante opere site-specific con la collaborazione di realtà artigianali locali, nell’intento di creare un legame professionale oltre che puramente economico, investendo sulla ricchezza culturale di Ortisei. Gli altri sei ospiti dell’edizione di quest’anno saranno Stephen Balkenhol, Michele Bernardi, Katinka Bock, Nicola Samorì, Xavier Veilhan e Adrian Paci, che esporranno i loro lavori al fianco di quelli realizzati appositamente per la Biennale. La rassegna è un ottimo esempio di sinergia tra istituzioni pubbliche e privati, frutto di un partenariato che vede Comune, Provincia e Regione lavorare con le associazioni locali nella promozione della cultura internazionale senza dimenticare le origini.
Domenica 11 settembre la manifestazione si chiuderà in mattinata con il concerto “INUKSUIT for 99 percussionists” di J.Luther Adams, in collaborazione con il Transart – Festival of Contemporary Culture. Mercoledì 20 luglio 2016, il giorno che precede l’opening della Biennale, inaugurerà negli spazi della Galleria Doris Ghetta la mostra “AUTOARK” degli artisti Aron Demetz e Robert Pan. (gt)

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