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Between Worlds. Il Romaeuropa Festival presenta il programma dell’edizione 2018

di - 20 Aprile 2018
Africa, Asia, Medioriente, Nord e Sud America. La trentratreesima edizione Romaeuropa festival, presentata nell’headquarter della Fondazione, in scena dal 19 settembre al 25 novembre 2018, si apre al resto del mondo portando in città uno sguardo sull’altro e l’altrove, attraverso il linguaggio comune delle arti performative. La spinta propulsiva data al festival dal doveroso riconoscimento del Parlamento Italiano, che ha voluto inserire il Romaeuropa Festival nella legge per la valorizzazione dei grandi Festival d’interesse nazionale, si riscontra soprattutto nella volontà di proporsi all’interno del panorama, non solo come luogo di promozione delle arti e come centro di produzione, ma soprattutto come nodo centrale della cultura contemporanea, da cui si dipana una stretta rete di istituzioni cittadine, nazionali e internazionali.
Una serie di percorsi tematici tracceranno la strada del Ref18: ad aprire il festival il 19 settembre sarà Kirina, spettacolo in cui si incontrano la coreografia di Serge Aimé Coulibaly, la voce e le musiche della cantante Rokia Traoré e i testi dello scrittore e studioso Felwine Sarr, un primo segnale di superamento dei confini e delle definizioni, per poi proseguire con la regista Argentina Lola Arias e con Saigon della giovane regista prodigio Caroline Guiela Nguyen che con la sua compagnia Les Hommes Approximatifs trasforma il teatro in un ristorante vietnamita. La Cina maoista tra gli anni Cinquanta e Settanta è raccontata dalla Living Dance Studio Beijing, guidata dalla coreografa Wen Hui, con Red – A documentary performance. Tornano in città Agrupación Señor Serrano e alcuni grandi maestri della scena internazionale: Peter Brook insieme a Marie Hèlène Estienne con The Prisoner; Mario Martone insieme a Raffaele di Florio e Anna Redi che riallestiscono Tango Glaciale, lo spettacolo del 1982 che segnò la post-avanguardia teatrale italiana; il coreografo Virgilio Sieni e il puparo Mimmo Cuticchio. Atteso ritorno al festival anche per Anagoor, la compagnia guidata da Simone Derai e Marco Menegoni presenterà un riallestimento integrale (con traduzione originale) dell’Orestea di Eschilo, tra video, orazioni, musica, danza e una commistione di riferimenti all’universo classico e a quello contemporaneo che avrà luogo nella sala Pietro da Cortona di Palazzo Barberini.
Cambia forma la sezione espositiva dedicata alle arti digitali: Digitalive sarà un programma di eventi, presentazioni e momenti performativi a cura di Federica Patti. Protagonisti saranno artisti italiani che indagano la relazione tra reale e virtuale attraverso musica, performance, e arti visive, tra questi The Cool Couple, Andrea Familiari in coppia con Black Fanfare, Void, Polisonum Elisa Giardina Papa e IOCOSE. Oltre a questi non mancheranno momenti più installativi nella sezione Visioni, con i progetti di NONE Collective e Robert Henke; momenti dedicati alla sperimentazione musicale e sonora nella sezione Suoni e infine il festival prosegue il percorso di ricerca intrapreso nell’ambito della danza contemporanea con Dancing Days. Ad anticipare il festival, a giungo, una serie di spetatcoli porteranno il teatro contemporaneo nelle zone del Lazio colpite dal terremoto, Ascanio Celestini, Alessandro Baricco e molti altri saranno in scena tra Accumoli e Cittareale. E se a Roma la primavera è appena arrivata da oggi abbiamo un ottimo motivo per attendere l’autunno.
Qui potete dare un’occhiata al programma completo. (RP)

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