Cinque sezioni e un montepremi di 6mila euro per Pittura e Fotografia, e 4mila per Grafica, Scultura e installazione, e Video : ecco i numeri della nuova edizione, la settima, del Combat Prize, che ha annunciato oggi i vincitori al museo Fattori di Livorno. Selezionati da una giuria composta da Adriana Polveroni, Antonello Tolve, Cristiana Perrella, Francesca Baboni, Ilaria Bonacossa, Luca Panaro e Stefano Taddei, ecco chi sale sul podio:
Il primo premio per Pittura va Greta Pllana con l’opera Fiori d’aprile, cani che allattano, “per la capacità di creare con pochi tratti ambienti complessi e disturbanti, facendo intravedere un interessante percorso futuro”, è la motivazione (foto sopra).
Per la sezione Fotografia la giuria ha decretato vincitore Lamberto Teotino con l’opera Mary Shelley, “per la sperimentazione, la preziosità del supporto e l’analisi grammaticale del linguaggio”.
Per la sezione Grafica è risultata vincitrice Anna Capolupo con l’opera Don’t be afraid of emptiness, “per l’interpretazione innovativa di un linguaggio storico, che apre prospettive inedite di sviluppo dello stesso”.
Alessandra Calò, con Secret Garden, “per la capacità di costruire un efficace dialogo tra recupero memoriale del passato e attualità del presente riportandoci in modo suggestivo a linguaggi diversificati che si muovono tra letteratura, fotografia e installazione” è invece la premiata nella sezione Scultura/Installazione mentre nel Video vince Hilla Ben Ari con l’opera Na’amah: A Tribute to Nahum Benari, “per la maturità mostrata nel mettere in scena immagini in cui si incrociano tensioni e una ricerca di equilibrio che evocano contesti socio-esistenziali del nostro tempo”.
Ma accanto ai premi istituzionali ci sono anche le Menzioni Speciali che vanno rispettivamente a Iva Lulashi per la Pittura; Fotografia per Jacopo Tomassini; Grafica a Sabrina Vivian Bello, Scultura e Installazione per Ernesto Longobardi; Video per Matteo Girola.
Premio speciale, che consiste in una mostra personale al museo Fattori, per la fotografa Paola Di Bello, riconoscimento per un’ormai lunga e conclamata carriera e per “l’indagine sulla fotografia e lo specifico sistema percettivo”.
A Belgrado e Firenze, invece, nelle due residenze ormai da qualche edizione parti integranti dell’offerta del Combat, andranno rispettivamente Sara Ciuffetta (under 35), il cui lavoro “attraversa i vari linguaggi dell’arte e promette un luminoso scenario futuro”, e Marta Lech, “Per la capacità di lavorare le superfici in modo rigoroso e puntuale con una ricerca che verte sulla percezione della luce e dello spazio”.
500 euro invece per Martina Camani con l’opera PER GRANDE AMORE – 36 giorni con i tuoi capelli del colore del grano / La cenere di 36 torsi di pannocchia / Per 36 minuti ho guardato il cielo, vincitrice della sezione del Premio affidata alla Giuria Popolare, che ha votato l’opera durante la mostra livornese.