Categorie: Speednews

Crash! E “Impronta” di Luciano Fabro va in frantumi. Incidente all’opening del Meno Uno di Lugano. Il colpevole? Uno sbadato giornalista

di - 8 Settembre 2013
Se la vittima non fosse un’opera dal valore dichiarato “inestimabile” verrebbe quasi da sorridere. La scena, in fin dei conti, è un po’ quella dell’elefante che entra nella cristalleria, del visitatore sbadato e poco allenato che urta le opere, che si trova in difficoltà nei confronti dello “strano” mondo del contemporaneo. E invece stavolta è successo davvero, al Meno Uno di Lugano, accanto al futuro LAC, dove si presentavano 30 nuove opere della collezione Gianfranco e Donna Olgiati.
L’autore della sciagura? Uno sventurato giornalista della radio svizzera, che ha urtato e fatto cadere Impronta di Luciano Fabro, lamina in vetro su un piedistallo, installato a terra e senza protezione.
L’uomo sarebbe indietreggiato per cedere il passo ad alcuni ospiti, e avrebbe inavvertitamente inciampato nel lavoro.
Il gelo è sceso immediatamente nella sala, e il giornalista altro non ha potuto fare che scusarsi costernato.
Il pezzo che riportava la figura dell’Impronta, datata 1962-64, completamente in vetro, è andato in mille pezzi e anche secondo l’assicuratore della mostra (presente in sala, anche se il fatto consola poco) non sarebbe recuperabile.
L’inaugurazione, con l’inserimento delle nuove trenta opere, andava ad integrare l’esposizione “in progress” messa in scena nel prestigioso spazio la scorsa estate. Impronta era forse una delle più famose opere seminali di Fabro, nato nel 1936 e aderente al gruppo torinese dell’arte Povera, negli anni ’60.
E ora? Il pezzo entra nel mito? Forse. E forse per l’incauto giornalista qualche guaio farà capolino.
Un evento che arriva a poco tempo da un’altra “rottura” contro la quale si è scagliato anche Tomaso Montanari: una copia di un gesso del Canova, L’uccisione di Priamo, è stata fatta cadere dalle pareti dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, mentre si stava preparando il trasporto all’esposizione sul Maestro veneto ad Assisi. Montanari, come vi avevamo riportato, aveva parlato di un “mostrificio che fa vittime illustri”. A Lugano invece il problema è sembrato essere il pubblico del vernissage. Troppo numeroso? O troppo attento ad altre questioni che non all’arte, come spesso accade?

Visualizza commenti

  • Scusate, ma la colpa non ė de lo "sventurato giornalista". Se la opera era cosí preciosa, e lo era, come maí era piazzata nel bel mezzo senza una mínima protezione?

Articoli recenti

  • Mostre

Una mostra a Venezia ci porta nella camera dove Freud scrisse la sua opera più famosa

Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…

24 Aprile 2026 17:30
  • Mostre

Cœur à Barbe: se Man Ray va dal barbiere

Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…

24 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quando l’algoritmo entra nei campi: Cao Fei a Fondazione Prada Milano

A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…

24 Aprile 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01
  • Mostre

Nel sonno si dissolve il controllo: una mostra per delega da Mondoromulo

Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…

24 Aprile 2026 12:20
  • Arte contemporanea

Biennale Arte 2026: la giuria esclude Russia e Israele dalla corsa ai Leoni

La giuria della Biennale Arte 2026 ha annunciato che non prenderà in considerazione i Padiglioni della Russia e di Israele…

24 Aprile 2026 10:57