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Di fiori e caffettiere. Al Museo Filangieri di Napoli, Claudio Massini gioca con i simboli

di - 20 Aprile 2018
Aperta al pubblico, presso la sala Agata, all’interno del Museo civico Gaetano Filangieri di Napoli, la mostra  di Claudio Massini, dal titolo “Conversazioni con il principe”, a cura di Guido Cabib. Il gran lavoro di Massini, che ritorna nella sua città natale dopo 29 anni dalla sua personale presso la Galleria di Lucio Amelio, è qui rappresentato da circa trenta opere inedite, appositamente realizzate per questo progetto, ed è fortemente incentrato su Napoli, al punto da riprenderne, nei titoli di alcune opere, i nomi delle strade, delle piazze e dei suoi luoghi simbolo. Anche l’allestimento, disegnato dallo stesso artista, tenta di rimandare a quest’immagine, attraverso una disposizione che spinge i visitatori non solo a osservare i dipinti ma, allo stesso tempo, a perdersi in una propria dimensione urbana.
Da questa ricerca pittorica emerge un figurativo geometrico, simbolico, colto, che si esplicita attraverso una lunga serie di velature di colore, che rendono le immagini fortemente plastiche e materiche. Questo lavoro, inoltre, ci riconduce all’antico dibattito esistente tra le arti visive considerate maggiori e quelle decorative e applicate, considerate minori. La pittura di Massini, infatti, così ricca di raffinati virtuosismi tecnici e di elementi simbolici come stelle, fiori, vasi e ghirigori, intende collocarsi esattamente a metà tra questi due fuochi, in una sorta di dialogo continuo o alla ricerca di una tregua tra le diverse scuole di pensiero.
Per questo motivo, tali lavori si trovano in un rapporto di grande coerenza con la collezione del principe Gaetano Filangieri, nipote dell’omonimo giurista e filosofo napoletano. La collezione, infatti, è costituita, oltre che da dipinti, anche da un’importante raccolta di arti applicate, tra arredi lignei, ceramiche e armi, che trovavano una perfetta armonia nelle idee estetiche del principe collezionista. L’idea, quindi, di combinare presente e passato, attraverso la ricerca pittorica di Massini, serve a sottolineare che le pareti che dividono il moderno dall’antico o dal contemporaneo, risultano estremamente sottili per via anche di quella capacità dell’uomo di rimanere sempre uguale a se stesso, anche nel cambiamento delle situazioni e dei comportamenti storici.
Questa visione vichiana della storia, visibile nelle scelte del curatore, permette di portare avanti il desiderio del principe di valorizzazione e promozione di tutte le arti senza distinzioni, desiderio che continua anche grazie al lavoro di Massini che, in questo luogo, incarna perfettamente gli stessi valori del Filangieri. (Emanuele Castellano)

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