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Estensione dell’ArtBonus e incentivi per le zone del sisma. Il Ddl Spettacolo va alla Camera

di - 21 Settembre 2017
Più risorse per lo spettacolo, con l’estensione dell’ArtBonus, la stabilizzazione del Tax credit musica e il sostegno statale a nuovi settori. La Riforma sullo Spettacolo ha ottenuto il via libera da parte del Senato, con 121 voti favorevoli, 12 contrari e 73 astenuti e adesso passerà alla Camera per l’esame finale.
La riforma incrementerà sensibilmente le risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo, con 9.5 milioni di euro in più, per il 2018 e 2019, che diventeranno 22.5 milioni di euro dal 2020. La legge inoltre autorizzerà la spesa di 4 milioni di euro per attività culturali nei territori colpiti dal sisma del Centro Italia. Inoltre, la riforma estenderà l’Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo, anche le orchestre, i teatri nazionali, i teatri di rilevante interesse culturale, i festival, i centri di produzione teatrale e di danza, i circuiti di distribuzione, potranno avvalersi del credito d’imposta del 65% per favorire le erogazioni liberali, finora riservato esclusivamente alle fondazioni lirico-sinfoniche e ai teatri di tradizione. La legge stabilizza inoltre il tax credit musica, il beneficio riconosciuto alle imprese produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e produttrici di spettacoli di musica dal vivo per la promozione di artisti emergenti, con oneri pari a 4.5 milioni di euro a decorrere dal 2018. Verrà aggiornata anche la disciplina delle fondazioni lirico-sinfoniche, alle quali sarà dedicato un fondo specifico e verrà istituito il Consiglio superiore dello spettacolo, organismo consultivo del Ministro dei beni culturali, che sostituirà la Consulta per lo spettacolo.
«Una riforma attesa da trent’anni, un testo equilibrato», ha commentato il Ministro Dario Franceschini, che ha ringraziato la relatrice Di Giorgi e la commissione Cultura per il «lavoro straordinario fatto». Le discussioni però si sono accese per la sezione riguardante la presenza degli animali nei circhi. In prima fila la pasionaria Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista: «Che il governo e la maggioranza di centrosinistra riescano a licenziare una norma chiara e netta a favore degli animali è proprio impossibile. Le sirene della lobby pro circhi tradizionali sono riuscite, in Senato, a snaturare la proposta del governo, già debolissima». «Siamo arrivati a una formulazione di buon senso che consentirà di gestirne in modo ragionevole il superamento», è stata la risposta di Franceschini.

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