L’aspetto di work in progress , evidenziato dalla classica membrana cartacea posta a copertura della vetrina, crea una indubbia aspettativa nel visitatore sollecitando in questo un intento voyeuristico, atteggiamento frequentemente indagato e volutamente provocato dall’artista in molte delle sue ultime opere.
Un violento squarcio, praticato “inavvertitamente” sulla carta, diviene il solo punto di osservazione per lo spettatore, che esclusivamente da quella angolazione ha accesso all’ opera fino a quel momento allestita all’interno della sala espositiva.
Lo spazio, ripreso nella fotografia dall’esterno e quindi nella sua interezza, appare quale duplicato del luogo in cui contemporaneamente lo spettatore sta consumando la propria esperienza.
A causa di un processo di rewind spazio – temporale, la presupposta azione di ingresso nello spazio espositivo appare ribaltata e tramutata in atto di espulsione. La reiterazione dell’immagine riprodotta sembra dunque coincidere con la ciclicità della reazione che l’immagine stessa intende di volta in volta generare.
articoli correlati
Marina Paris nel cubo di via Margutta
Exibintervista a Giuseppe Pietroniro
Personale di Giuseppe Pietroniro a Roma
La nomina di Valentín Roma al museo MACBA di Barcellona ha riportato al centro il dibattito sulle buone pratiche, la…
Padova presenta la candidatura a Capitale italiana dell’arte contemporanea 2028 con Maurizio Cattelan, Marta Papini, Myriam Ben Salah, un comitato…
Le Gallerie degli Uffizi inaugurano il nuovo allestimento delle sale dedicate a Botticelli: la Primavera e la Nascita di Venere…
Volta Basel, Liste Art Fair, Africa Basel, MAZE Design Basel, Photo Basel, Basel Social Club. Ecco gli eventi collaterali alla…
IdentiEat è il progetto espositivo che esplora il cibo come fattore identitario, culturale e politico, al di là della funzione…
Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 16 al 21 giugno, in scena nei teatri…