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Il significato storico del sudore. A Istanbul, lo Sweat Museum del duo Molino & Lucidi

di - 6 Aprile 2018
Quando parliamo di storiografia, economia e politica, difficilmente la prima cosa alla quale pensiamo è il sudore. E invece questo liquido tendente all’evaporazione e dall’odore non propriamente gradevole, almeno per i nostri standard, può essere utile non solo per mantenere stabile la temperatura corporea ma anche per la comprensione di determinati processi storici. Ed è così che è nato The Sweat Museum, progetto del duo italiano Molino & Lucidi, in esposizione ad AVTO, spazio no-profit di Istanbul aperto nel 2017, con lo scopo di promuovere metodi sperimentali e scientifici nell’ambito della pratica artistica.
Tutto iniziò nella Germania Ovest degli anni ’50 quando, in seguito al grande bisogno di manodopera per il Wirtschaftswunder, il miracolo economico, furono incoraggiati i flussi migratori dai Paesi dell’Europa meridionale come l’Italia. Accordi bilaterali fecero arrivare un elevato numero di Gestarbeiter, lavoratori stranieri, in particolare dalla Turchia ed è su questo ponte più che metaforico che procede il progetto di Simona Molino e Matteo Lucidi, focalizzando lo sguardo sull’impegno e sulla fatica che ogni essere umano compie di fronte ai cambiamenti nella vita di tutti i giorni.
Il trasferirsi in un altro Paese, cercare un nuovo lavoro e una nuova casa, instaurare relazioni con persone di culture diverse, sono alcuni esempi degli sforzi che ogni individuo deve sostenere ma anche la quotidianità porta ad affrontare una serie persistente di cambiamenti, avversità e fattori di rischio che aumentano il livello di stress psicofisico. Il che si traduce nella produzione di sudore, secreto dalle ghiandole della pelle conseguentemente al passaggio da uno stato di quiete a uno di moto, oppure per il presentarsi di qualsiasi tipo di avversità. Attraverso video, installazioni e performance, Molino & Lucidi indagano il valore politico e commerciale del sudore, dal dibattito Nixon Vs Kennedy, con il repubblicano tradito dalla tensione e dal nervosismo, alle nuove tendenze del marketing, che vedono un fresco Ronaldo contro un grondante Maradona.
La mostra è visitabile fino al 23 aprile.

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