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“La linea” dell’arte pubblica londinese. Anche il Regno Unito avrà la sua passeggiata d’arte tutta open air, e senza un soldo pubblico

di - 3 Marzo 2015
Invidia della High Line ce n’è parecchia, da Chicago a Milano, che vuole fare una sopraelevata al Portello, imitando la celebre camminata sospesa della Grande Mela. Ma a riuscire prima nell’intento c’è Londra, che il prossimo 23 maggio aprirà la sua “The Line”, una passeggiata di tre miglia nell’East della città e che avrà in scena opere di Damien Hirst, Martin Creed, Gary Hume, Eduardo Paolozzi, Thomson & Craighead, Piotr Uklanski e Sterling Ruby (nella foto).
E così la città dove l’arte pubblica si rivela quasi esclusivamente con il Fourth Plinth, “democratizza” l’accesso a tutti all’arte. In risposta all’evoluzione della cità con il Parco Olimpico e l’Arena, “La linea” collegherà aree molto diverse e in gran parte sconosciute.
«Questa zona di Londra ha una straordinaria selezione di architettura industriale e brutalista, così come una sorprendente fauna selvatica e natura libera. Abbiamo pensato che sarebbe emozionante introdurre l’arte moderna e contemporanea all’interno di tale impostazione, e dare alla gente un percorso che si snoda attraverso le vie d’acqua», ha dichiarato la fondatrice Megan Piper.
Bene direte voi, e avete ragione, ma sappiate che nonostante l’orientamento “pubblico” del progetto la Linea non riceverà un soldo dalla municipalità: il comune ha approvato il progetto, e il sindaco Johnson l’ha dichiarato “entusiasmante”. Fine. Si va avanti, anche da queste parti, con il crowdfunding della piattaforma Spacehive, grazie alla quale l’anno scorso ha raccolto qualcosa 140mila sterline.
Le opere selezionate per il lancio della struttura? Sono il risultato di una presentazione aperta. Artisti, gallerie e collezionisti sono stati invitati a presentare opere, che sono state valutate da una giuria composta dall’artista Mark Wallinger, dal curatore della Whitechapel Omar Kholeif, e dalla collezionista Anita Zabludowicz.
I lavori sono stati dati in prestito per due anni da gallerie tra cui Hauser & Wirth, Gagosian, White Cube, Carroll/Fletcher e Pangolin. Ora si vedrà come rendere permanente “The Line”, ma di questo passo – da queste parti – non sarà complicato!

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