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La peste dei musei. Anche Parigi si muove verso il divieto dei selfie-stick. E meno male!

di - 8 Marzo 2015
Non ci sono ancora divieti scritti, il buon uso sta nelle mani di chi sceglie di maneggiare la più sciocca e sociopatica moda “museale” odierna: il selfie stick, il bastoncino metallico per l’autoscatto da lontano. Che se mentre una volta potevate chiedere uno “Scusi ci fa una foto?”, e quella era, oggi ne potete fare milioni finché la “posa” magica, con la Gioconda e un fiume di gente alle spalle, non arriva, ma questo è un altro discorso. L’argomento in questo caso è che anche Parigi, la città più visitata al mondo, sta pensando di bandire definitivamente gli stick dai suoi musei. E ci viene da dire “Meno male!”.
Ma ce li vedete i turisti (li abbiamo visti tutti) che armeggiano a pochi passi da Guido Reni al Louvre o dai cristalli della Reggia di Versailles? In entrambi i casi una vera regola ancora non c’è, vale il discorso poco sopra: “Il loro uso deve rispettare le regole”.
Anche il Pompidou si sta attrezzando, però, per il bando del bastoncino, sulla scia dei musei “rivoluzionari” americani: gli Smithsonian di Washington, il MoMA di New York, e la National Gallery of Australia di Canberra.
Molti turisti, anche nella Ville Lumiére, sembrano condividere quelle che si prospettano le future restrizioni, anche se qualcuno storce il naso.
Quel che è certo è che il ripostare continuo di tag e immagini, sui social network, genera ricchezza e pubblicità per i musei, anche se di questi tempi non è così complicato trovare informazioni e poi, diciamola tutta, il Louvre avrebbe bisogno di ulteriore pubblicità? Non ne siamo così certi, e basti sapere che a Parigi c’è un altro museo, il d’Orsay, che al suo interno non permette nemmeno una fotografia. Eppure non ci sembra proprio un problema, anzi.
Iniziate ad accontentarvi di potervi scattare, dove potete, con la sola lunghezza del vostro braccio! Sarà sicuramente più “artistico”.

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