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Madrid, Colombia. Al via la 34esima edizione di Arco, con grande spazio all’America Latina e alla Germania

di - 24 Febbraio 2015
Cardi, Enrico Astuni, Continua, P420, Prometeo Gallery e Raffaella Cortese, nel programma “solo show”. Ecco gli italiani che da domani saranno alla 34esima edizione di Arco Madrid, quest’anno più che mai presa d’assalto dalla Colombia, con la dedicata sezione “Arco Colombia”, ma anche – tra le 200 gallerie partecipanti, provenienti da 30 Paesi –  di una buona fetta di gallerie dalla Germania, e da Santiago del Chile.
«Era inevitabile guardare in America Latina – ha dichiarato Carlos Urroz, direttore della fiera dal 2011 – Arco e la Spagna in generale hanno sempre avuto un forte legame con il Sudamerica, ma questo rapporto è stato rinnovato a seguito della crisi economica, anche perché le imprese oltreoceano hanno guadagnato con slancio all’arte».
Ed ecco, insomma, che  dopo la sezione dedicata al Messico nel 2004 e al Brasile nel 2008, il focus quest’anno sarà per le gallerie di Bogotà, Mendellìn e Cali selezionate da Juan Gaitán, curatore colombiano-canadese della scorsa Biennale di Berlino e neo direttore del Museo Tamayo di Città del Messico. Qui, in scena, una ventina di artisti  come Ícaro Zorbar (foto sopra) e Liliana Sánchez, Carlos Motta e Carolina Caycedo e una serie di altri nomi che non hanno mai esposto in Europa prima d’ora.
«A differenza della vecchia generazione di artisti colombiani, come Doris Salcedo, c’è poco riferimento ai conflitti sociali e alla violenza, ma i loro soggetti sono più astratti e personali» spiega Urroz, che parla anche di Arco come una fucina di talenti da scoprire in profondità, visto che un terzo degli stand offre proprio solo show o doppie personali.
La Germania, come dicevamo poco sopra, è un altro dei Paesi più rappresentati di Arco, con 25 gallerie arrivate soprattutto da Berlino: Wien Lukatsch con Jimmie Durham e Mariana Castillo Deball, mentre Barbara Thumm avrà due peruviani, Fernando Bryce e Teresa Burga: come volevasi dimostrare.  E poi si aspetta il Museo Reina Sofía, per continuare con le numerose acquisizioni che negli anni si sono viste in fiera. Che la festa abbia inizio, al sabor latino!

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