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Paola Antonelli a Palazzo Reale. Per spiegare i nuovi possibili scenari dei musei contemporanei, partendo da un progetto tutto italiano: riscrivere su twitter il libro “Fantasia” di Munari

di - 11 Aprile 2014
All’interno del ciclo di incontri sulla cultura digitale “Meet the media guru”, ieri sera si è tenuta nella Sala Colonne di Palazzo Reale una lecture di Paola Antonelli dal titolo “Il cambiamento possibile di musei e beni culturali: sostenibilità e innovazione come punti di forza”.
La curatrice del dipartimento di design e architettura del MoMA, milanese di origine e laureata al Politecnico, si trova in città in occasione della Designweek a esplorare tutte le novità del settore e, perchè no, a sperimentarne anche di sue. L’1 aprile aveva infatti lanciato, assieme a Twitteratura, Tweetbook e Invasioni Digitali, un progetto dal titolo “Il museo portatile delle cose (im)possibili”, in cui gli utenti di twitter si sono sbizzariti per 6 giorni a giocare su altrettanti temi che si snodavano attorno al libro Fantasia di Bruno Munari; una scelta decisamente poco convenzionale rispetto ai tentativi online già intrapresi in passato da altre fondazioni. #mmgFantasia è l’hashtag che raccoglie tutti gli interventi “140caratteri” di questo progetto sperimentale, stampati poi su alcuni tweetbook srotolabili che, come dei lunghissimi scontrini, si sono sinuosamente fatti strada tra le poltroncine degli uditori.
Paola Antonelli da qualche anno ha fondato un dipartimento di ricerca e sviluppo, in cui con tre collaboratori si occupa di capire come i musei contemporanei possano adattarsi ai cambiamenti della società. Dopo aver attraversato un lungo periodo in cui il design è sempre stato associato al concetto di possedere degli oggetti, questa nuova era digitale sembra essersi aperta con il tema della generosità e della condivisione, sotto moltissimi aspetti del quotidiano, dalle case, ai mezzi di trasporto, dai film agli spazi di lavoro. Ecco allora che il nuovo dipartimento di ricerca del MoMA si prefigge di trovare un metodo per mettere in moto questa nuova esigenza di scambio e partecipazione che la società contemporanea sta esplicando, cercando dei punti di contatto tra museo e vasto pubblico. «È molto importante per un’istituzione museale mantenere la propria missione di generosità nell’elargire sapere – spiega la Antonelli – ma è necessario passare da cose che si possono comprare a cose che si possono pensare», ed è per questo che al centro delle sue riflessioni vi è anche il tema della curatela, il cui compito principale è quello di distillare le informazioni, e perché dunque non invitare l’utenza di un social a selezionare i contenuti? http://twitteratura.it/mmgfantasia-paola-antonelli/ (Elisabetta Donati de Conti)

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