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Quale città? I Fori Imperiali riaperti al traffico sollevano una questione che non è solo di Roma, ma di ogni città civile che si rispetti, e che rispetta

di - 2 Agosto 2016
Lascia stare che Roma è congestionata. Lascia stare che, comunque, i Fori Imperiali “pedonali” erano una questione estiva; lascia stare che non si può vivere di utopie. Lascia stare che Roma è stata in mano a un prefetto prima della nuova sindaco, lascia lavorare.
E lascia distruggere, perché in fondo è di questo che si tratta, l’idea grandiosa e scomoda di Ignazio Marino, sindaco scomodo e “silente” che voleva pedonalizzare in via definitiva proprio via dei Fori Imperiali, e trasformare tutto nella più grande area archeologica pedonabile del pianeta.
Chissà se in un’altra metropoli questo sogno avrebbe potuto realizzarsi; fatto sta che Roma lo ha perso. Il nuovo assessore Capitolino alla Mobilità, Linda Meleo, proprio ieri nella seduta del consiglio comunale ha dichiarato che anche nel mese di agosto tutto sarà regolare, con bus e taxi, e anche i mezzi per i lavori della metropolitana C potranno passare. Pochi sogni, tanta pratica.
Ugo La Pietra affermava che “Abitare la città è sentirsi ovunque a casa propria”. Forse più di qualcuno, con qualche decisione assolutamente impopolare i primi tempi, ma dalla lungimiranza effettiva sul lungo periodo, si sarebbe sentito un po’ più a casa con un’area meravigliosa a disposizione di piedi, due ruote, pattini, magari skateboard.
Magari sarebbe funzionato a Londra, Parigi, New York, con un pugno di ferro e qualche alternativa. E dove forse la “sfera pubblica” è decisamente più definita, mentre da noi fa un poco rima con bancarelle e tavoli di bar. Così, in fondo, siamo abituati alle nostre città.

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