Apparentemente la formula è quella ormai abusata della mostra-in-casa-privata. Ma a ben vedere qualcosa distingue quest’iniziativa – Private, a cura di Benedetta di Loreto -, da altre simili. In questo caso infatti l’abitazione non funge meramente da spazio espositivo, ma diventa essa stessa parte integrante dell’opera. La famiglia che ospita la mostra cercherà di convivere ed integrarsi con una casa diversa, non più spazio intimo ma aperto alla curiosità di estranei, ambienti rielaborati da noti artisti del panorama dell’arte contemporanea – Norma Jeane, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Emilio Fantin – che in questo modo cercheranno di incontrare la quotidianità e ragionare su elementi riconoscibili da tutti. Una sovrapposizione della quotidianità e della vita domestica con l’arte, che diventa punto di vista da cui leggere lo spazio, evidenziato attraverso la memoria degli oggetti e le dinamiche che si svolgono all’interno. La mostra è la fase finale di un progetto nato all’Università di Architettura di Ascoli Piceno, che da qualche anno, grazie alla collaborazione con l’architetto e artista Maria Chiara Calvani, sviluppa sessioni di ricerca all’interno del Laboratorio di Fondamenti dell’Architettura, per sperimentare le possibilità di collaborazione e di scambio tra varie discipline.
Era del post-boom, edifici museali monumentali e uno sguardo sempre più rivolto alla propria storia interna: i primi dieci anni…
Laurent Le Deunff in residenza e in mostra presso pianobi, ha realizzato un’opera site-specific, ossia una fontana raffigurante una marmotta…
Partecipazione emotiva, dimensione spirituale: le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano per la prima volta il lavoro di un'artista vivente. E…
A Kyoto il festival KG+ presenta un ricco programma con oltre cento artisti e una costellazione di mostre dedicate alla…
La mostra inaugurale trasforma l’onda in una metafora di equilibrio instabile e cambiamento, segnando l’esordio veneziano di Sanlorenzo Arts con…
Una riflessione che parte dal saggio del teorico e critico d’arte Mike Watson per addentrarsi nelle controculture digitali e documentare…