“Dopo lunga e approfondita riflessione lo State Hermitage Museum ha deciso di scegliere per la sede di Ermitage Italia la proposta della Città di Ferrara”. Con questo lapidario comunicato, che non rivela il benchè minimo particolare su come si sia giunti alla scelta e quali siano i termini dell’accordo, lo stato maggiore del museo russo – in testa il direttore generale Michail Piotrovsky – pone fine ad una querelle che si trascinava ormai da mesi, con oggetto l’individuazione di una sede dove creare un avamposto italiano per le sconfinate collezioni dell’istituzione di San Pietroburgo, oltre ad un centro di studi rinascimentali. Molte sono state le pretendenti alla ghiotta investitura, da Torino, a Siena, a Firenze, fino alla triade che è rimasta in lizza per la scelta finale: Ferrara, appunto, e poi Mantova – che aveva buttato nella mischia una location prestigiosa come Palazzo Te -, e Verona, per la quale si parlava del complesso di Castel San Pietro. Ora si attende di conoscere i dettagli che hanno fatto pendere l’ago della bilancia verso l’offerta ferrarese; le prime indiscrezioni tuttavia parlavano di un coinvolgimento del Castello Estense come sede privilegiata, con degli spazi secondari che potrebbero essere quelli della Palazzina Giglioli.
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