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Sull’originalità dell’opera e sul ruolo dell’artista: dibattito mai finito. Se ne discute a Museion

di - 24 Febbraio 2015
È ormai un’evidenza che il ruolo dell’artista sia in continua evoluzione e che vada allontanandosi dalla concezione classica del termine, secondo la quale sfera creativa e operativa non dovrebbero essere scisse. In passato commissionare un’opera a un pittore o a uno scultore voleva dire poter contare sulla sua mente brillante e allo stesso tempo sulla sua mano esperta, un’equazione oggi non più così scontata. Questa trasformazione ha fatto sorgere interrogativi sul concetto stesso di arte e sull’originalità di un’opera. Il successo di un’idea deve essere condiviso con lo staff che materialmente la realizza? Sempre più spesso infatti l’opera d’arte è frutto di un lavoro condiviso con un team di tecnici specializzati nel dare forma alle intuizioni dell’artista. Di questo trend alcune aziende hanno fatto un vero e proprio mestiere, specializzandosi nella realizzazione di di commissioni. Il lavoro di queste persone rimane invisibile agli occhi del grande pubblico. Tra queste case di produzione la più celebre è forse la mixmedia di Berlino, fondata da Uwe Schwarzer che, insieme all’artista Natascha Sadr Haghighian, si interroga proprio sul concetto di autore nell’arte di oggi con il talk di presentazione della mostra “Solo Show” di Robbie Williams in programma a Museion a Bolzano. È proprio partendo dalla realizzazione della mostra che i due fanno una riflessione sul processo creativo e realizzativo che porta l’intuizione dell’artista a diventare un’opera “in carne e ossa”. Chi è l’autore dell’opera? Chi ha avuto l’intuizione o chi si spende per darle forma? L’interesse per il tema da parte dei due, che collaborano dal 2005, nasce non solo dal percorso professionale di Schwarzer ma anche dalla parabola artistica della Haghighian, da sempre eclettica sperimentatrice di diversi media tra cui video, performance, installazioni, testi e suono. La conferenza, esclusivamente in lingua tedesca, si terrà giovedì 26 febbraio dalle 20 al museo di Bolzano. (Giulia Testa)

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