Arriva la sesta edizione di “expoZOOne”: la rassegna espositiva allestita nell’ambito di “MusicalZOO” Festival che, anche quest’anno, ha in serbo un folto programma di eventi all’insegna della contaminazione tra arti visive, sound performance ed estetica digitale.
Appuntamento dal 20 al 24 luglio entro le mura del Castello di Brescia. In attesa dell’inaugurazione ufficiale, abbiamo intervistato l’architetto Gabriele Falconi, direttore artistico dell’area.
Come nasce “expoZOOne” e cosa definisce questa sesta edizione rispetto alle altre?
«”expoZOOne” è un’area interamente dedicata alle arti visive e performative, ed è allestita all’interno di “Musical ZOO”: una rassegna che ha nella suo dna – oltre che nel nomen – la varietà musicale quale sua caratteristica principale. Questa sesta edizione aprirà con l’installazione interattiva “PixCells”, e chiuderà con “Over(w)all”: un progetto di urban art che, nelle nostre intenzioni, mira a divenire un appuntamento annuale; nel mezzo vi saranno tre intense serate performative votate alla contaminazione tra arti visive e visual-sound performance. Il tutto nasce da una forte volontà di ricerca estetica, sperimentazione, coinvolgimento e opportunità: “expoZOOne” è una grande installazione che diventa agorà/stage per performance live o progetti di grande impatto visivo».
Oggi il sistema artistico è sempre più votato alla contaminazione tra le arti, parallelamente l’universo discografico-musicale manifesta sempre maggior bisogno di un’immagine e di codici visivi in grado di rappresentarlo. Come si pone “expoZOOne” in questo contesto?
«”expozoone” ha sempre perseguito la strada della contaminazione e su questa falsa riga si sta muovendo il Festival intero. Il claim #mutamorphosis che titola l’edizione attuale, così come #beyondspecies nel 2015, ne sono chiaro esempio. In questi anni l’obiettivo è stato creare un format che fosse crossover, ibrido, volutamente privo di rigore e curatorialità esasperati in favore di fluidità di confini e sperimentazione. Per fare ciò abbiamo unito cinema, arte, installazioni, mostre tradizionali, performance con accenni alla teatralità e tecnologia audio-video. Negli anni, abbiamo inoltre ospitato artisti e performer bresciani il cui lavoro è noto oltre i confini nazionali (come Filippo Minelli, il collettivo Iocose, o Francesco Fonassi) o, al contrario, coinvolto personalità di rilievo nazionale e internazionale poco conosciute in Italia (come Invernomuto, Zimmerfrei, Davide Manuli e Otolab). “expoZOOne” anticipa e cerca di prevedere estetiche e tematiche che una città come Brescia (laboriosa, ma dove i giovani osano poco e si opera in maniera convenzionale) masticherà ed elaborerà negli anni. È una pretesa ambiziosa, di questo siamo consapevoli».
Che ruolo avranno l’architettura e le tecnologie?
«Sin dalla sua nascita “expoZoone” prevede architetture effimere e soluzioni installative temporanee, sorta di scenografie che diventavano anche strutture praticabili, di cui mi occupo personalmente. Quest’anno il progetto “barraganimàl” prevede la costruzione di un gruppo di torri monolitiche – archetipo dell’architettura primitiva – declinate però in chiave contemporanea grazie all’ausilio di sorround system, led rgb, led wall, proiettore, ed effetti speciali per dare vita a spettacoli notturni di grande suggestione. I 5 prismi, misuranti dai 4 agli 8 metri d’altezza, saranno ricoperti con tessuto semi-trasparente a stampa “animalier”: un voluto rimando al nome del Festival. In generale, quando creo l’architettura per “expoZOOne”, traggo ispirazione dal Castello di Brescia: un sito che premia le contrapposizioni tra eterno ed effimero, storico e contemporaneo, severo e barocco». (Bianca Martinelli)