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Un “Eden” per Campari. Ecco la decima edizione del “wall” d’artista nell’ex fabbrica del celebre aperitivo, alle porte di Milano

di - 18 Luglio 2016
Il nome Campari (Gaspare Campari nel 1860 fonda la distilleria a Milano ed è il figlio Davide a trasportare a Sesto San Giovanni nel 1904 l’azienda che nel 1982 passa di proprietà continuando il suo inarrestabile sviluppo), simbolo della creatività italiana nel mondo ieri come oggi, è strettamente legato all’arte e al design. Importante il rapporto con gli artisti tra cui il futurista Fortunato Depero, autore di numerose e memorabili pubblicità e nel 1932 della celeberrima bottiglietta (flacone conico a forma di calice rovesciato) del Campari Soda, primo aperitivo monodose pronto all’uso.
Anche nella nuova sede centrale (imponente edificio del 2009 articolato su due corpi incernierati, progettato da Mario Botta con Giancarlo Marzorati e connotato da un’euritmia dei materiali usati) di Sesto San Giovanni l’arte continua a essere un aspetto importante del business aziendale con la Galleria Campari, nata nel 150° dell’Azienda per raccontarne i suoi rapporti con la cultura.
In tale sede, dal 2013 è operativo (in collaborazione con diverse gallerie) Campari Wall – spazio dedicato all’arte contemporanea – vetrina di eccellenza per artisti italiani e internazionali del nostro tempo.
A cura di Marina Mojana (direttrice artistica di Galleria Campari) la decima mostra vede protagonista Annamaria Gelmi (Trento 1948), artista concettuale formatasi nella città natale, all’Accademia di Brera e a quella di Venezia oltre ad avere approfondito l’arte vetraria a Murano, autrice di sculture e installazioni lavorando prima con materiali plastici, plexiglas, e metacrilato e poi con ferro, pietra e ottone e passando dal bianco e nero al colore. Semplice nel tratto e profonda nei sentimenti, Annamaria Gelmi presenta Eden, installazione lieve e di grande godibilità, con sculture e immagini video che rappresentano le sue montagne che confessa esserle un po’ bloccanti tanto che cerca di esorcizzarne l’invadenza tramite il cielo dove svetta curioso il suo giardino magico che per cercare la verità penetra anche nella terra.
Seguendo il flusso del suo sentire, fiori e piante stilizzate in un ambiente che nella tradizione giudaico-cristiana è luogo dell’amore, Paradiso Terrestre o Eden e per l’artista spazio di visione, prova, conoscenza, confronto e invito a riflettere sull’essenza e sulla caducità dell’esistere attraverso un limite, rapporto tra finito e infinito.
Le forme geometriche di acciaio nette e precise tagliate al laser e con verniciatura industriale sono fiori dalla corolla capovolta e alberi stilizzati che introducono a una pluralità di riflessioni.
Una piacevole occasione per riflettere con Annamaria Gelmi e il suo Eden inaugurato alla sua presenza e visitabile fino al 29 ottobre 2016 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19) con ingresso libero, senza tralasciare la Galleria Campari. (Wanda Castelnuovo)

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