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Un ruffiano melodista? Tre mostre a Lucca per i 150 anni di Giacomo Puccini

di - 13 Giugno 2008
Visse d’arte, e non poteva essere altrimenti, dato che da generazioni i suoi parenti sono stati maestri di cappella del Duomo di Lucca. Amatissimo dal pubblico, criticato quando non apertamente osteggiato dalla critica, dovette attendere la fine del secolo appena trascorso per vedersi riconosciuto – sulla scia dei giudizi già espressi da Ravel, Stravinskij, Schoenberg – il ruolo che gli spetta nella storia della musica. Sì, è proprio lui, Giacomo Puccini, da tutti orecchiato per gli acuti di Pavarotti e tenori vari sulla parola “Vincerò” (con cui termina la celeberrima aria di Calaf dalla Turandot), per il coro a bocca chiusa della Butterfly, per le gelide manine, i gigli e le rose del celebre duetto della Bohème. Al punto da passare per il re della melodia struggente e larmoyant e finire accusato dalle avanguardie musicali di Fausto Torrefranca di essere ruffiano e addirittura “commerciale”. Quest’anno ricorre il 150° anniversario della nascita e la sua terra ha deciso di celebrarlo fino a dicembre con tre grandi mostre che vanno sotto il nome collettivo di “Giacomo Puccini 1858 – 2008” e saranno allestite nel capoluogo a Palazzo Guinigi, a Pescaglia al Museo di Celle Puccini, e a Torre del Lago nell’Auditorium Nuovo Teatro. Mostre che sono una grande occasione per fare chiarezza una volta per tutte. Le esposizioni non prescindono dalla rilettura della vita del compositore con cimeli, manoscritti, partiture, fotografie e quant’altro permetta di riviverne aspetto, usi, modi e vicende personali a cominciare dalla famiglia. Ciò che si auspica debba però emergere da quest’omaggio è ciò che è rimasto finora in ombra: il suo genio e la sua tormentata modernità. È ora insomma di mettere in secondo piano i suoi amorazzi e la sua passione per i motori, che lo rendono una specie di D’Annunzio in sedicesimo, per evidenziarne l’ipersensibilità e il temperamento schivo, i drammi personali, le grandi inquietudini interiori e i desideri di rinnovamento insoddisfatti, testimoniati dall’altissimo numero di progetti musicali iniziati e mai portati a termine. Pochi sanno, ad esempio, che Puccini fu tra i primi intellettuali a intuire la potenza dei nuovi mezzi di comunicazione di massa, primo fra tutti il cinema, amandolo al punto di fare una volta l’attore ed essendone (Cecile De Mille, Fritz Lang et alii) a sua volta ricambiato. La mostra di Celle annuncia su questo aspetto un 95 per cento di materiale inedito, compreso il filmato dei funerali del compositore a Bruxelles nel 1924, e quindi la aspettiamo con ansia. Come attendiamo che sia rimarcata la sua antesignana capacità di comprendere e digerire Wagner, l’aver saputo sposare con efficacia musica sublime al dipanarsi dell’azione drammatica, l’aver dipinto con una tavolozza delicata di note scenari, personaggi e situazioni anche meglio di un grande romanziere. Non è mai troppo tardi. (elena percivaldi)






Inaugurazione: sabato 14 giugno 2008 (Pescaglia)
Dal 14 giugno al 22 dicembre 2008
Sedi varie – Lucca e provincia
Info: 0583417274 –
ufficiostampa@provincia.lucca.it

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