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Una danza meccanica. A Roma, la performance di Quiet Ensemble per il progetto Villam

di - 20 Aprile 2018
Un concerto in cui, a interpretare il ruolo principale, tra suoni e luci, saranno strumenti solitamente tenuti in disparte. Si tratta di Back Symphony, un’azione di Quiet Ensemble, il duo nato nel 2009 e composto da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli, che andrà in scena oggi, 20 aprile, a partire dalle 20.30, al Casale dei Monaci, a Roma. Più che sul palco, si procederà da un altro luogo, perché a dare ritmo alla partitura saranno gli oggetti del backstage, che sfileranno in una sorta di coreografia meccanica, rivelando dettagli, amplificando effetti sonori e luminosi generati dal caso.
La performance è il secondo atto degli incontri in programma per Villam, il progetto relazionale sviluppato da Anità Calà, in collaborazione con Giovanna Giannini Guazzugli, che ha già visto l’intervento di Filippo Berta, a marzo, al Centro Giovani del I Municipio di Roma. Villam ha la forma di una factory senza luogo e confini, una ragnatela che si diffonde sul territorio e riunisce gli individui, proponendo confronti e incontri che durano poche ore oppure si protraggono nel tempo. «L’idea di creare una sorta di Factory, dove alleati giusti possano far parte di un nucleo potente che cresce e si evolve nel tempo, è l’evoluzione del mio lavoro di artista. Villam è sempre stata nella mia testa, ho una visione chiara di quello che potrà essere tra 10/15 anni. Il mio obiettivo è quello di essere il collante delle esperienze che andranno ad accumularsi. Villam è un work in progress per chi ne diventa parte e gli eventi che si andranno a programmare saranno la sintesi dei dialoghi di tutti i suoi membri», spiega Calà.
In home e in alto: Quiet Ensamble, Back Simphony. Foto di Titta Ferrante

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