Banksy ci augura buon Natale e lo fa a modo suo, con una nuova opera/video che, sotto le spoglie dei buoni sentimenti dicembrini, si rivela carica di aspri messaggi di critica sociale. Ci troviamo a Birmingham, città che porta ancora tutti i segni della rivoluzione industriale, nel bene e nel male. Un clochard si prepara per affrontare la fredda notte delle Midlands Occidentali e si distende su una panchina, con un grande sacco verde a fare da cuscino improvvisato. Poi l’inquadratura si allarga e si svela l’opera: due renne a stencil stanno spiccando il volo con le briglie “legate” alla panchina che, così, diventa una sorta di slitta. Peraltro effettivamente carica di doni, visto che, come ha scritto lo stesso Banksy: «Dio benedica Birmingham. Nei 20 minuti durante i quali abbiamo filmato Ryan sulla panchina, i passanti gli hanno dato una bevanda calda, due tavolette di cioccolata e un accendino, senza che lui abbiamo chiesto nulla». Sullo sfondo, la voce di Joy Williams e le note di I’ll be home for Christmas.
Martin Clarke, un negoziante del posto, ha dichiarato al Guardian di aver visto due operai in tuta da lavoro mettersi al lavoro sul muro nella primissima mattinata di venerdì, 6 dicembre. Nel pomeriggio avevano già terminato ma, per completare l’opera, era necessaria anche la performance. Invece, nella notte tra lunedì e martedì, l’opera di Banksy a Birmingham è stata già “vandalizzata”: qualcuno ha aggiunto un naso rosso a una renna. Ma a questo punto la domanda è: Ryan è un vero clochard oppure è un attore? La risposta non è poi così importante, perché il problema è un altro: le condizioni degli homeless nel Regno Unito.
Come sempre, nessun elemento è casuale e tutto è perfettamente disposto sulla scena, dal sacco verde con di Ryan, che fa il verso a quello di Babbo Natale, al pezzo musicale. Quale sarebbe la home per un clochard? Banksy ha poi realizzato l’opera su un muro del Jewellery Quarter, storica area industriale e produttiva di Birmingham, dedita in particolare alla lavorazione di preziosi e gioielli e che, attualmente, è al centro di diversi progetti di riqualificazione. Il video è stato postato sulla pagina Instagram ufficiale di Banksy e ha fatto subito il giro del mondo, «commuovendo» inevitabilmente il web. Tantissime poi le fotografie di persone comuni in posa nei pressi dell’opera ma, dietro la patina da Coca-Cola, c’è un riferimento piuttosto crudo.
Ricordate il bambino che giocava con i fiocchi di plastica di un cassonetto dell’immondizia bruciato dello scorso anno? In quel caso, si trattava di uno stencil su un garage di Port Talbot, città gallese tra le più inquinate nel Regno Unito, nata come polo industriale nel Novecento e sede di una importante acciaieria.
Questa volta, invece, per andare a fondo nelle stratificazioni dell’opera di Banksy bisogna fare riferimento all’emergenza clochard che, negli ultimi cinque anni, ha fatto registrare circa 1200 morti tra le persone che vivono in strada in condizioni di estrema indigenza. Tra il 2018 e il 2019, Birmingham ha ricevuto poco meno di un milione di sterline, per far fronte al problema. Dopo alcuni decessi, il Consiglio Comunale di Birmingham ha deliberato l’apertura di 135 spazi per accogliere i senzatetto e molte sono le iniziative private. È inoltre attiva una nuova piattaforma online, streetlink, grazie alla quale i cittadini possono segnalare alle istituzioni le situazioni particolarmente critiche.
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