Stephane Lissner a Teatro San Carlo di Napoli, ph. Francesco Squeglia
Stephane Lissner torna al San Carlo: è stato infatti accolto il via cautelare il ricorso dell’ex sovrintendente e direttore artistico del teatro napoletano, mandato in pensione a 70 anni per sopraggiunto limite di età per i direttori delle fondazioni lirico-sinfoniche, a effetto delle nuove norme emanate dal governo, ma in anticipo rispetto alla naturale scadenza prevista dal contratto, il 2025. Secondo quanto disposto dal giudice del lavoro del tribunale di Napoli, Clara Ruggiero, Lissner deve essere immediatamente reintegrato nel suo ruolo che però, da inizio agosto, era stato affidato a Carlo Fuortes, già amministratore delegato della Rai (incarico a sua volta lasciato con un anno di anticipo).
Per il giudice, il decreto Legge 10 maggio 2023, n. 51, utilizzato per anticipare la risoluzione del rapporto di lavoro, deve «Interpretarsi nell’unico senso che lo rende compatibile con i principi costituzionali e la previgente disciplina nell’ambito del quale suddetto decreto si colloca», si legge nel comunicato diffuso da Lissner e dal collegio difensivo, composto dal giuslavorista Claudio Morpurgo (studio Morpurgo e Associati), dal costituzionalista Giulio Enea Vigevani (università Milano-Bicocca e studio ACCMS) e dall’esperto di governance Pietro Fioruzzi (studio Cleary Gottlieb).
«Ciò vale ovviamente anche per quella disposizione “contra personam”, che avrebbe trovato applicazione solo per il Maestro Lissner, che prevedeva la cessazione immediata per i sovrintendenti con più di settant’anni, indipendentemente dalla data di scadenza dei contratti in corso. Il tutto, come noto, per liberare il posto di sovrintendente del teatro per il dottor Fuortes e ottenere le sue dimissioni da amministratore delegato della Rai».
Dunque, «La revoca ante tempus, rispetto alla naturale scadenza, del contratto di lavoro in corso del Maestro Lissner avente ad oggetto l’incarico di sovrintendente e direttore artistico del Teatro San Carlo deve ritenersi illegittima non rientrando il suo caso nello spettro di applicazione della norma», nelle parole del giudice. «L’ordinanza aggiunge che, qualora la disposizione fosse stata applicabile al maestro Lissner, sussistevano i requisiti per sollevare una questione di legittimità costituzionale del decreto legge del Governo».
Soddisfazione per Stéphane Lissner: «Un atto di giustizia, dopo mesi trascorsi in un “limbo” che non meritavo io ma soprattutto non meritavano il Teatro San Carlo e la città di Napoli. Oggi, il Tribunale di Napoli ha dato il primo segnale, fondamentale, di come il mio licenziamento sia stato un atto illegittimo e ad personam, privo di quei contenuti di “civiltà giuridica” che devono guidare ogni ordinamento democratico».
«Prendo atto dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Napoli in via cautelare in merito al ricorso presentato da Stéphane Lissner: i provvedimenti giudiziari si rispettano», ha dichiarato Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente della Fondazione del San Carlo. «Nel dichiarare la decadenza del sovrintendente uscente e provvedere alla nomina di Carlo Fuortes – che ha ben operato in questa fase -, abbiamo applicato una legge dello Stato evitando un vuoto gestionale. A breve riunirò il Consiglio di Indirizzo della Fondazione per rendere effettivo il reintegro e per valutare la presentazione del reclamo in appello».
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