19 – 26 gennaio 2014 | Rashid Rana a Milano

di - 27 Gennaio 2014
Avete presente quei puzzle costituiti da una griglia rigida in cui tanti tasselli di un’unica immagine devono essere spostati in maniera orizzontale e verticale per ricostruire la figura originale? Sicuramente ci avrete giocato tutti almeno una volta (speriamo che i ricordi non siano poi così lontani).
Ora rifacciamo un flash forward e torniamo a oggi, immaginandoli scalati di molto, fino a farli arrivare a 2 metri per 3. Ecco cosa sono le opere del paksitano Rashid Rana negli spazi della Lisson Gallery. Questa volta però non vediamo i suoi famosi mosaici di tappeti orientali costruiti da immagini violente e di carneficine sanguinose (Red Carpet, 2007) o i suoi burqua che si delineano attraverso delle immagini pornografiche (Veil Series, 2004). Questa volta Rashid Rana se la prende con l’arte, facendo a pezzi e scomponendo in grandi pixel digitali quadri barocchi e rinascimentali. Per l’occasione Rana rende omaggio a Milano, scegliendo di scomporre la leonardesca Salomè di Cesare da Sesto e la Madonna del cuscino verde di Andrea Solari, insieme al Giuramento degli Orazi di David o Il ratto delle figlie di Leucippo di Rubens. Il risultato sono delle altre immagini, anche in questo caso che disturbano perché, anche se non violente, vengono percepite come disarmoniche e in contrasto, in cui il colore è sempre violento e in cui gli accostamenti delle parti risultano stridenti, al limite della “scomodità”.
E qui ritornano le discussioni care alla sua opera riguardo al ruolo della parte e del tutto e della figurazione e dell’astrazione. Per Rashid Rana quello che rimane fondamentale è la capacità dell’arte di intepretare la realtà e non di copiarla. Al contrario delle macchine contemporanee di informazione, l’arte non dipinge il reale così com’è ma lo modella e lo interpreta assecondando l’occhio di chi la esperisce.
E anche questa volta è quello che fa: prende l’arte, la spezzetta, la riordina e la interpreta nuovamente.
——–
that’s contemporary mappa l’arte contemporanea a Milano dal 2011.
that’s contemporary è un progetto curatoriale in forma di agenzia di produzione.
that’s contemporary commissiona, produce e cura progetti a metà strada tra la pratica artistica e un uso creativo delle tecnologie e dei meccanismi della comunicazione.

Articoli recenti

  • Mostre

Nel Padiglione della Repubblica di San Marino, la pittura di Mark Francis diventa un “mare di suono”

Per la 61. Biennale d’Arte, l’artista nordirlandese Mark Francis trasforma il Tana Art Space di Venezia in un dispositivo sinestetico…

19 Maggio 2026 16:45
  • Progetti e iniziative

Nel 2027 la Corea dedicherà un’intera Biennale al proprio alfabeto

Non solo K-Pop e K-Beauty: la nuova Biennale dell’Hangeul trasformerĂ  la cittĂ  di Sejong in un museo a cielo aperto,…

19 Maggio 2026 16:15
  • Mostre

Il viaggio cosmico e poetico di Yuri Catania, in una mostra a Val Mara

Astronauti, paesaggi alpini e giardini notturni nella mostra personale di Yuri Catania visitabile presso la Casa comunale Val Mara di…

19 Maggio 2026 14:23
  • Architettura

Coesistenza, pratiche sociali e giardini cinesi: ecco come sarĂ  La Biennale Architettura 2027

Presentati a Venezia il titolo e il tema della Biennale Architettura 2027: gli architetti cinesi Wang Shu e Lu Wenyu…

19 Maggio 2026 13:21
  • Film e serie tv

Antonio Presti e la politica della bellezza: il documentario su Rai 3

Asteroide 20049 Antonio Presti: in onda su Rai 3 il documentario che racconta il percorso del collezionista e mecenate che…

19 Maggio 2026 11:25
  • Beni culturali

Palazzo Labia e Teatro delle Vittorie: il Ministero della Cultura valuta l’acquisto dei beni Rai

Il Ministero della Cultura ha manifestato interesse per Palazzo Labia a Venezia e per il Teatro delle Vittorie di Roma,…

19 Maggio 2026 10:06