Eva Frapiccini presenta Stanza,
un’intima installazione sonora e una performance. Lavorando sull’esistente,
senza cioè aggiungere ulteriori elementi, l’artista “fa parlare” i volumi della
collezione ottocentesca del filologo Arturo
Graf. Tra echi e risposte, sei attori non professionisti – gli stessi ragazzi
addetti della biblioteca – leggono brani tratti da testi storici di critica
dantesca.
file di libri, le parole creano un bisbiglio costante che, in forma circolare a
ricordare la spirale babelica, ripercorre i temi affrontati da Dante nel canto
XXVI.
Ma il leitmotiv “fatti non foste a viver come bruti”
sembra anche accompagnare il lucido lavoro di Aurora Meccanica. Lettere dal
Ministero della Verità – con riferimento a 1984 di Orwell e parallelamente alla censura culturale che colpisce
con i tagli il nostro Paese – diventa il manifesto della conoscenza negata. La
ricerca occultata al moderno Ulisse si dispiega così nell’istallazione
“interpassiva”, dove cioè il visitatore è impotente nella difficoltà a leggere,
se non con un primo sguardo, i testi selezionati sul tavolo di lettura. Ariosto,
Pirandello e Tasso sono immersi nel semi-buio, un’atmosfera coercitiva rispetto
alla reale possibilità di modificare la situazione presentata.
A tratti didascalica,
l’installazione di Leslie Farina è
costituita da elementi che intendono connettere il patrimonio librario e le
nuove prospettive della ricerca. Una fitta rete di spago collega gli scaffali
colmi di volumi per raggiungere una fila di bicchieri appesi all’altezza del
visitatore, simbolo della mente umana. Contenitori dell’intelletto e della rielaborazione,
i bicchieri traboccano cera, materia plasmabile che, in stato liquido, gocciola
sui libri a pavimento, raccoglitori bianchi di nuovi pensieri.
A partire dalla Eureka Flag, bandiera di dissenso
adottata dalla cultura australiana come icona di democrazia, Alessandro Gioiello mette in scena una
protesta muta. Secondo una disposizione che evoca la croce, una serie di drappi
– alcuni rielaborati, altri inventati e realizzati artigianalmente con cuciture
precarie – diventa strumento clandestino di lotta. Le aste sono scope e
utensili, strumenti domestici che sottolineano le motivazioni e il carico
individuali di ogni battaglia collettiva.
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Eva
Frapiccini a Eppur di muove a Genova
Alessandro
Gioiello da Glance a Torino
Frapiccini
e Gioeillo a Nuovi Arrivi
mostra visitata il 24 novembre 2010
dal 24 novembre al 21 dicembre
2010
Ricerca tra le righe
a cura di Serena Cafagna, Silvia Cammarata, Alice Costantini, Irene Rapelli
Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia
Via Po, 17 – 10123 Torino
Orario: da lunedì a venerdì ore 9-17
Ingresso libero
Info: mob. +39 347263549; info@progettostart.com; www.progettostart.com
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