L’intenzione di Bianco-Valente è di sondare e riprodurre le sensazioni, le risposte a stimoli, i procedimenti mentali e percettivi propri del cervello umano in situazioni limite, cioè in tutti quegli stati mentali o psichici in cui il procedimento conoscitivo normale dell’uomo è sconvolto, alterato, simulato o ripetuto dalla macchina oppure dall’assunzione di particolari sostanze. Nell’esperimento scientifico le reazioni chimiche, i micromovimenti e le connessioni che hanno luogo fisicamente nella mente umana diventano colori, geometrie, sorta di paesaggi fantascientifici dai colori freddi e artificiali, sorprendentemente armonici dal punto di vista estetico.
Slow-Brain è la prima personale di Bianco-Valente a Torino nella Galleria Antonella Nicola. La mostra si compone di
Nel video “Altered State” sullo sfondo buio si alternano alcune frasi del chimico svizzero Albert Hofmann. Si tratta di appunti redatti dal chimico nel corso di un esperimento molto particolare: dopo aver scoperto l’LSD e le sue potenzialità allucinatorie, Hofmann decise di sperimentarne gli effetti, secondo la durata, le distorsioni visive e percettive, su se stesso. Le frasi sono state scelte per la loro imprevedibile poeticità, il simbolismo e la forte portata metaforica e figurativa. Tutte caratteristiche che appaiono a prima vista del tutto fuori luogo per una ricerca di carattere rigorosamente scientifico, ma che diventano materiale vivo e denso di suggestioni in un diverso contesto.
L’installazione “Machine is dreaming” riproduce invece un suono infinito, ripetitivo, che ricorda il rumore naturale delle onde del mare, ma che è invece prodotto dal computer: la macchina esegue un calcolo senza fine e intanto genera una sorta di fruscio piatto, del tutto artificiale, ma anche del tutto simile a suoni di carattere naturale.
Le sperimentazioni artistiche sulla mente umana, sulle possibilità ignote nello stato di coscienza normale e sui rapporti con il mondo del digitale e delle nuove biotecnologie si concentrano sul rapporto ambiguo e ancora teoreticamente incerto tra organico e inorganico. Si giunge così in un ambito di esperienza in cui la distinzione tra natura e cultura è completamente rivista, talvolta rovesciata: il confine certo tra ciò che è prodotto dall’uomo e l’ingenuo stato naturale, si confonde. Bianco-Valente traducono tutto ciò in un
“Postorganico” dichiarano gli stessi artisti “è liberarsi dai limiti spazio-temporali che c’impone lo stato organico del corpo, per scoprire le proprietà della nostra reale essenza immateriale”. Tutto si gioca nel sottile scivolamento concettuale tra immateriale e virtuale, microscopico e incorporeo, psicologico e invisibile.
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mostra visitata il 17 novembre 2001
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lsd? .... lsd ???
old stuff
allucinogggggeno !!!
Questi due mi fanno impazzire!
La poesia delle opere e la potenza dell'immaginario sono il loro punto forte.