Un pugno rosso in metallo con una lampadina al centro che si può spengere e accendere è il punto focale della stanza dedicata ad Elèna Nemkova (Dushanbe, Tagikistan, 1971). Lâartista russa, oltre a produrre installazioni, video e performance, crea disegni digitali partendo da notizie inconsuete e a volte paradossali, prese da un portale russo non governativo. Lâunione tra le illustrazioni, il pugno e il titolo della stanza, Tradimento delle nuove idee, esprime una vena ironica e un certo gusto satirico di quella che è una vera e propria weltanschauung del contemporaneo. Anche se cerchiamo di spegnere o accendere lâideologia rappresentata dal pugno rosso, la banalitĂ e lo sconcerto perdurano inarrestabili. La seconda stanza è occupata dalle opere di Francesco Carone(Siena, 1975). Filo conduttore è il colore verde, sinonimo di rigenerazione per i dettami della cultura alchemica. Osservando La casa di nessuno, modello di legno, plastica e ferro, percepiamo una struttura che, creata con materiali trovati allâinterno del suo studio, ricorda le composizioni architettoniche del movimento Neoplastico. Sia da un punto di vista estetico -la forma viene disgregata attraverso il ritmo alternato dei piani- sia per le idee evocate: concettualitĂ e rinnovamento. Mentre in Beato è colui che la morte trovi esausto, un modello di cittĂ fatto attraverso oggetti ancora una volta trovati (stavolta sulla spiaggia dellâIsola dâElba), viene ribadita ancora una volta lâidea della rigenerazione. Lâartista guida attraverso la propria forza creativa la metempsicosi dellâoggetto, che rinasce nuovamente con funzionalitĂ completamente diverse e si trasforma in oggetto dâarte.
Le scienze della comunicazione e lâantropologia culturale sono i campi su cui fa perno lâinstallazione di Alessandra Andrini (Ravenna, 1958): una proiezione video mostra dei pesci in processione allâinterno di un acquario; il sottofondo sonoro è composto dalle voci delle persone che si soffermavano davanti a questâultimo al momento della ripresa video. Il titolo dellâopera, A propos du verre sottolinea lâimportanza dellâelemento vetro, metafora di uno strato che si frappone tra lâopera e chi ne fruisce. Vetro che può essere infranto soltanto con lâuso della ragione; perchĂŠ forse la sola vista non basta piĂš per entrare in sintonia con le immagini che lâarte ci propone.
francesco funghi
mostra visitata il 29 giugno 2006
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