La sua fondazione risale al 9 agosto 1173 come recita l’epigrafe di fianco all’ingresso. Grazie all’osservazione dei conci, livellati orizzontalmente nel bordo superiore, si avverte che cominciò a inclinarsi già quando la costruzione si trovava alla terza galleria. Importanti mestri architetti si avvicendarono sul cantiere nel tentativo di raddrizzarla, e se ne fece un gran parlare. Da allora non si è smesso più… e la Torre di Pisa pende ancora.
Si tratta, probabilmente, del monumento italiano più noto nel mondo. Nell’immaginario collettivo l’Italia è collegata, inevitabilmente, all’inconfondibile sagoma del campanile pisano inclinato sul panorama della città. Tanta popolarità è dovuta alla particolarità delle sue condizioni statiche che, pur compromettendo seriamente la conservazione del monumento, nel corso dei secoli hanno fatto scaturire dalla fantasia di viaggiatori e turisti le proposte più audaci e surreali.
Dal 1900, l’Opera primaziale di Pisa, l’istituzione che sovrintende ai lavori e ai restauri della Torre, riceve da ogni parte del mondo innumerevoli progetti che si aggirano tutti intorno al tema della celebre, quanto rischiosa pendenza.
La mostra in corso al SESV ospita le testimonianze raccolte da Stefano Giraldi che ha già radunato in un volumetto, W la Torre di Pisa, una selezione di disegni e progetti realizzati da artisti, architetti o, nella maggiorparte dei casi, semplici appassionati.
Grandi e piccini vogliono raddrizzare la torre, ancorandola mediante cavi a un dirigibile, a un carrarmato, a un elefante… Altri si accontentano di elaborare soluzioni che ne impediscano il crollo: c’è chi vorrebbe sostenerla con una complicata rampa in grado, fra l’altro, di facilitare l’accesso ai piani più alti, e chi propone di dotarla di un girello. Un anonimo e fantasioso turista del Maryland suggerisce di agganciarla, mediante un camminamento aereo, ad un’altra torre, dritta e ben stabile. Non potevano mancare i riferimenti allo sdoppiamneto del campanile, come nei fotomontaggi che offrono agli appassionati di cartoline le Torri Gemelle di Pisa.
Altrove, un singolare Comitato per il mantenimento della pendenza della Torre di Pisa sostiene, invece, che bisognerebbe lasciare le cose come sono perché, in un mondo bello e vario, ognuno ha la sua inclinazione.
Pietro Gaglianò
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