Valgono ancora le vecchie scuole regionali in cui si divideva la pittura dell’Ottocento? Questi giovani siciliani di oggi, cosa dipingono? Come dipingono? Il curatore Luca Beatrice squaderna alcuni esemplari di giovane artista siciliano accompagnati dalla “maestra” Carla Accardi (1924) di Trapani, che dalla Sicilia nel 1946 si trasferì a Roma (unica astrattista della mostra, tra giovanotti dediti al realismo più o meno inquietante o iperreal) dove fu tra i fondatori del gruppo Forma1. Altro ospite d’onore è Salvo“i ricordi della Sicilia si fermano ai primi anni ’50, alla sua terza elementare a Catania”.
I siciliani che rispondono all’appello sono artisti che coltivano la pittura: dal Laboratorio Saccardi, che con l’umorismo cattivo à-la-Royal Art Lodge scardina le convenzioni moderate del vivere e della morale, mordicchiando amaramente icone pop e vita quotidiana; ad Alessandro Bazan, autore di lividi e marcati personaggi, in interni ed esterni, che Beatrice indaga nella loro “matrice guttusiana”. Da Francesco De Grandi, con i suoi paesaggi postatomici in cui vagano irreali, preoccupanti presenze; ad Andrea Buglisi, che innesta personaggi dipinti e inserti di tessuti decorativi. Dai set urbani e di cantiere di Andrea Di Marco a Fulvio Di Piazza, che fa nascere allarmanti elementi vegetali in ambienti irreali. Francesco Lauretta predispone la messa in scena fotografica di un carrettino siciliano o di scene de Il Gattopardo con un’impaginazione luministica e verista; a fare da contraltare le scenografie malvagie di Marco Prestia, con l’omino legato e mangiato dai topi e la testa mozzata, che denunciano il malessere sociale e aberrazioni e falsità del contemporaneo.
Sempre nell’orma di un realismo cattivello ma installativo è Adalberto Abbate con le piccole maquettes portatili di disastri ferroviari e incidenti stradali grand guignol.
Se, come scrive in catalogo Beatrice, per la Accardi il trasferimento nella capitale, dopo l’Accademia a Firenze, è indispensabile per permetterle di essere pittrice -non avrebbe potuto trovare altrimenti “quel terreno fertile di confronto che una grande città permetteva già allora”-, Lauretta e De Grandi risiedono da tempo a Torino e Milano. Bazan, il Laboratorio Saccardi, Di Piazza e Di Marco, insieme ai più giovani Abbate, Buglisi e Prestia (usciti dall’Accademia di via del Papireto a Palermo dove Luca Beatrice ha insegnato), hanno deciso invece di rimanere a vivere in Sicilia e dunque, come scrive il curatore, “quando si dice che la Sicilia è dovunque, più a nord che a sud, è vero”.
stefania portinari
mostra visitata il 10 gennaio 2006
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stefania prima di scrivere non fumare quello che fumi.
quindi i saccardi a conti fatti avrebbero 48 anni e abbate,buglisi,prestia appena maggiorenni?