Che cos’è la creatività? Come prima impressione la determinerei una presenza dell’intelligenza, una nota distintiva della personalità fatta di invenzione, emozione, fantasia, agilità, un pensiero avventuroso che fa a pezzi le regole, aperto a nuove esperienze, che cerca sempre nuove risposte per interpretare il mondo (…).
Non ci sono forse parole più appropriate delle sue per descrivere il rapporto appassionato e insaziabile di Franco Fontana non solo con la fotografia, ma con l’intera concezione del mondo.
Significativamente intitolata Stanze , per sottolineare un percorso espositivo basato sulla componente cromatica e non temporale, la personale che la Galleria Vanzella
La violenza del contrasto cromatico e del rapporto luce-ombra esalta un dettaglio talvolta perfino minimalista. Come avviene, ad esempio, in Paris, in cui l’occhio del fotografo coglie, nel fiammeggiare del rosso, la “personalità” distintiva di una comune scena urbana. In Paesaggio urbano. New York (1979) l’effetto straniante, “progettuale” è invece dato dalla tripartizione dell’immagine. La compattezza azzurra del cielo diventa una sorta di quinta su cui si stagliano le due facciate contrapposte, greve e materica la prima quanto diafana e trasparente appare la seconda. Roma (anch’essa del ’79) sembra richiamare l’esperienza di Antonioni nell’Avventura . L’immagine si configura, infatti, come una di quelle “soggettive improprie” di cui il regista è maestro. Assumendo il punto di vista dell’osservatore, che comunque è possibile vedere di spalle nell’inquadratura, possiamo comprendere l’esperienza fisica e spaziale della sua flânerie, pur mantenendo la distanza critica di chi rimane esterno alla scena.
Analogamente, le molte immagini dedicate al paesaggio americano- soprattutto strade e città- sembrano omaggiare non solo il mito dell’on the road, così proprio degli anni ’60 in cui Fontana si è formato, ma anche la cultura visiva, tipicamente statunitense, della cartellonistica pubblicitaria degli anni ’50, le cui vaste e contrastate campiture
Al contrario, i paesaggi italiani e spagnoli documentano la fascinazione di Fontana per quel puro dato estetico che gli permette di leggere il reale come tessitura e geometria, mentre i nudi omaggiano la carnalità e la solarità di un corpo femminile sottratto a qualsiasi pruderie benpensante o borghese.
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