Salvo, Roma, 1999, olio su tela, 70x90 cm. Collezione privata, Roma. Courtesy Archivio Salvo, Torino
Da molti anni Giuseppe Cerasa dirige la Guida ai Sapori e Piaceri di Roma e Lazio: un appuntamento imperdibile per chi cerca ristoranti e bistrot esclusivi e raffinati, ma anche trattorie autentiche e osterie sopravvissute al cambio di millennio, che trova la sua forza d’urto nell’essere allegato al quotidiano La Repubblica (12,90€) . Ma quest’anno, così complicato per tutto il settore della ristorazione, Cerasa rilancia con un’apertura sull’arte contemporanea nella capitale, in concomitanza con la Quadriennale. Mai idea fu più azzeccata: dopo i racconti d’autore, firmati da una decina di scrittori (particolarmente riuscito L’amore per l’artista, un ritratto ironico ma calzante di Mario Schifano scritto da Fulvio Abbate), si apre la sezione delle Passeggiate nell’arte: 118 pagine suddivise in quattro tipologie (ambasciate e accademie, gallerie e fondazioni, musei e studi d’artista ) e undici itinerari.
Il primo si sviluppa tra via Veneto e Villa Borghese, il secondo tra il Pantheon, piazza Navona e fontana di Trevi, il terzo è dedicato a Campo dei Fiori, seguito dal Tridente, da Trastevere e da Monti, Celio ed Esquilino.
Fuori dalle Mura Aureliane troviamo la prima periferia: un unico itinerario unisce San Lorenzo con Pigneto, Torpignattara e Centocelle, poi Ostiense, Testaccio e Garbatella, Prati e Flaminio, Salario e Nomentano e infine Appio, Tuscolano e Cinecittà. Infine tre focus: Quadriennale, Street Art e i ristoranti frequentati dagli artisti. Lo spaccato di un mondo che a Roma pochi conoscono, capace di riservare molte sorprese: oltre ai grandi musei presentati dai loro direttori forse la realtà cittadina meno nota riguarda gli studi degli artisti contemporanei, ognuno con caratteristiche diverse. Enzo Cucchi sostiene che il suo atelier sia il migliore del mondo, situato nel cuore del centro storico, a due passi da piazza Navona e non lontano da quello di Sergio Lombardo, dove “passa tutto il mondo, e siamo tutti amici” dice Lombardo.
“Nel mio studio sono molto concentrato sul lavoro” dichiara Domenico Bianchi, che ha il suo studio in via del Gesù, mentre Cristiano Pintaldi ha scelto via Margutta, “un ambiente luminoso con pareti molto grandi, perfette per i miei quadri”. Se il mondo ludico e fiabesco di Luigi Ontani occupa oggi uno studio dove tre secoli fa lavorava Antonio Canova, Gianfranco Baruchello ha scelto Monteverde Vecchio: “per me lo studio è un luogo dove leggere, scrivere, disegnare e soprattutto pensare”, confessa l’artista. Un ritratto contemporaneo di una dimensione diversa e poco nota della città eterna, che questa guida ha il merito di aver riportato alla luce.
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