Categorie: Architettura

Ad Arles viene inaugurata LUMA, l’avveniristica torre di Frank Gehry

di - 12 Luglio 2021

LUMA, il progetto di Frank Gehry, è finalmente terminato: la città di Arles, nel sud della Francia, compresa tra la Camargue e le Alpilles, apre le porte al polo artistico e culturale sviluppato su 27 acri. La forma futuristica di questa torre, composta da 11mila pannelli in acciaio, vuole onorare il cielo stellato di Van Gogh e l’impianto dell’arena romana di Arles. La torre è alta 56 metri su 12 livelli e ospita spazi sia espositivi che finalizzati a progetti di archivistica, oltre che ambienti per la ricerca. «Volevamo evocare lo spirito locale, dalla Notte Stellata di Van Gogh alle rocce ripide che si possono trovare in Provenza. L’anfiteatro romano di Arles riecheggia nel punto centrale della torre di LUMA», ha dichiarato Gehry.

Un dettaglio della torre progettata dall’architetto di origini canadesi naturalizzato americano, Frank Gehry. Curtesy Adrian Deweerdt

In occasione dell’inaugurazione di questo polo culturale, ben 45 artisti e architetti hanno portato avanti nuove commissioni per il LUMA. Fra gli artisti che hanno collaborato, anche Olafur Eliasson, Helen Marten, Koo Jeong A, Carsten Höller e molti altri, provenienti da tutto il mondo. In particolare, Koo Jeong A ha progettato uno skate park che si illumina al buio, grazie a una vernice fluorescente, proprio come quello installato dall’artista lo scorso anno alla Triennale di Milano.

Il polo culturale di Arles

La città di Arles, nel. Tutte le costruzioni nei pressi della torre di Arles erano archeologie industriali ormai abbandonate e riconvertite in spazi per residenze performative, spazi espositivi e tanto altro.

Le aree verdi, invece, sono state progettate da Bas Smets, un’architetto paesaggista.
Il polo culturale di Luma Arles è finanziato privatamente dalla collezionista svizzera Maja Hoffmann che descrive LUMA come «Il frutto di molti anni di sperimentazioni e di un impegno verso gli artisti».

La Mécanique Général, uno degli spazi restaurati da Selldorf Architects nel 2016 dove una volta vi erano le fabbriche ferroviarie. Courtesy Hervé Hôte

Maja Hoffmann lavora dal 2008 allo sviluppo di questo campus, il cui progetto si affianca al restauro della zona attuato da Selldorf Architects, lo studio che ha trasformato la fabbrica ferroviaria in altri spazi espositivi.

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