Tadao Ando, Ground, Museum San, 2025
Cosa succede quando due visioni del mondo radicali si incontrano e, anziché collidere, si accordano in una forma armonica? La risposta si trova tra le montagne di Wonju, nella Corea del Sud, dove l’architetto giapponese Tadao Ando ha realizzato Ground, una galleria sotterranea in cemento per ospitare le sculture permanenti di Antony Gormley all’interno del Museum SAN. Un progetto che supera il conflitto canonico tra opera e contenitore, arte e architettura – si pensi alle geometrie ipnotiche di Frank Gehry o alle architetture scultoree di Zaha Hadid – raggiungendo un equilibrio tanto raro quanto potente.
In Ground, le superfici in cemento grezzo, i tagli di luce misurati, la geometria essenziale del vuoto si aprono all’interiorità delle forme e alla spiritualità dello spazio. E Gormley sembra rispondere con la stessa disciplina: le sue figure totemiche, corpi astratti ma presenti, che siano compressi o frammentati, sembrano attivarsi in questo spazio. «L’idea è far incontrare lo spazio fisico con quello immaginativo», ha dichiarato lo stesso artista britannico che, tra l’altro, è anche uno studioso del buddismo.
Il cuore dell’installazione è una cupola ipogea di 25 metri di diametro, sormontata da un oculo centrale che funge da diaframma tra luce e buio. Il percorso verso la galleria passa attraverso un’anticamera vetrata con vista panoramica sull’interno. Una volta dentro, la spazialità si dilata: il dialogo tra la monumentalità del cemento e la presenza delle sculture genera una tensione quasi sacrale. L’arco che incornicia la terrazza esterna e i paesaggi circostanti, invece, apre la galleria al respiro del mondo naturale.
Ground rappresenta il più recente tassello dell’ampio intervento che Tadao Ando ha condotto per il Museum SAN, uno dei suoi progetti museali più ambiziosi al di fuori del Giappone. Inaugurato nel 2013, il complesso nasce come spazio in cui far intrecciare arte, architettura e natura. Tra i suoi elementi principali figurano l’Art Space, con gallerie concepite in alternativa al white cube, la Paper Gallery, dedicata all’arte su carta e alla collezione Hansol, e i giardini d’acqua e di pietra che accompagnano la visita fin dall’ingresso. Nel 2023, Ando ha arricchito il museo con la Space of Light, una sala di meditazione immersa nel paesaggio, ulteriore testimonianza della sua ricerca sul vuoto come spazio di risonanza interiore e con Ground questa visione raggiunge una nuova sintesi.
In mostra fino a novembre al Museum SAN anche Drawing on Space, la piĂą ampia personale di Gormley mai realizzata in Corea del Sud, che raccoglie 48 opere tra disegni e sculture, tutte incentrate sul rapporto tra corpo e spazio.
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