A fine giugno, aveva fatto discutere il cantiere intorno all’Autogrill Villoresi Ovest, l’iconica “astronave” progettata dall’architetto Angelo Bianchetti, “atterrata” nel 1958 lungo l’autostrada A8 Milano-Varese, vicino all’uscita di Lainate a pochi chilometri da Milano. Simbolo del boom economico italiano e meta fotografatissima anche molto prima di Instagram, l’autogrill ha però appena riaperto, presentandosi in tutto il suo nuovo splendore che, fortunatamente, ha molto di quel fascino retrofuturista del disegno originale, rispettato dalla Reale Restauri di Torino, alla quale è stato affidato l’incarico.
Sul nuovo progetto del Villoresi Ovest, curato dallo studio di architettura Andrea Langhi Design, la società Autogrill ha mantenuto il massimo riserbo e, adesso, l’annuncio della riapertura, diffuso tramite alcune immagini – per la verità non molte – postate sui social network. Il nuovo punto di ristoro, al quale Life dedicò una storica copertina nel 1960, ha riaperto conservando, in gran parte, immutata la sua struttura visibile, con l’innesto, però, di materiali ad alta efficienza energetica, come i vetri a doppia camera con pellicole filtranti per i raggi UV e le piastrelle di Active Ceramic, dalle proprietà battericide e antivirus, per la pavimentazione e i rivestimenti.
È rimasta l’alta cupola a tripode, mentre l’edificio sottostante, a circa 20 metri, l’astronave aerodinamica, prima demolita, è stata poi ricostruita in maniera fedele, pur adeguandola ai più moderni standard edilizi. I materiali utilizzati per l’interno sono ispirati alla tradizione del design italiano, come il legno di noce, il marmo e l’ottone ma con un occhio all’innovazione e alla sostenibilità. Per per gli arredi, infatti, sono stati utilizzati materiali rispettosi verso l’ambiente e derivanti dal riutilizzo di scarti di lavorazione di prodotti utilizzati nei punti vendita Autogrill, in particolare, il WASCOFFEE®, materiale sviluppato e brevettato da Autogrill, ottenuto dagli scarti del caffè.
C’è ancora il grande lampadario a gocce di cristallo, al centro dell’edificio, uno degli elementi più riconoscibili della struttura, insieme alla cupola, le cui circonferenze si riflettono nella pianta circolare dello spazio attraversato da milioni di automobilisti in tanti anni e occupato da bar, ristorante – con un mobilio dal fascino vintage e poco ingombrante, come del resto compete a esigenze simili – e dalle folte schiere degli espositori, ricchi di prodotti dal packaging tipicamente “autostradale”.
Si completa così il rifacimento dell’intera area, un progetto di adeguamento strutturale ed energetico che aveva interessato anche l’altro Autogrill, immediatamente prospiciente, il Villoresi Est, caratterizzato dall’altrettanto iconica “vela” che, adesso, ritorna a dialogare con “l’astronave”. Che, inaugurata nel pieno di una fase di espansione dei consumi e di ottimismo per il futuro, sembra mandare, a noi contemporanei, un messaggio di fiducia.
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