“C’è chi ha chiesto di cambiare la storia. C’è chi ha approvato. C’è chi l’ha fatto. Ai nostri giorni, in italia, in Europa. A Roma. Un evento da non dimenticare.” (F. Colombo).
Un signor editoriale, questo, che ricorda un po’ le sanguigne esternazioni del fondatore Bruno Zevi. L’evento incriminato nasce attorno alla mostra Roma 1948-1959. Arte, cronaca e cultura dal neorealismo alla dolce vita, sul cui allestimento L’architettura presenta un ampio approfondimento. Ma non è la mostra in se a destare dubbi, quanto il criterio politico di selezione dei saggi in catalogo…
Ed in un numero battezzato con questi temi scottanti, suona voluta la scelta di approfondire l’opera di Andrea Bruno, architetto alquanto contro corrente nel modo di impostare rapporti tra contesto storico e nuovi interventi. Bello in particolare il titolo autenticità del moderno, dato alla lettura dell’ “espunzione” operata su un antico Castello in Alsazia.
Tra gli altri dossier abbiamo, dall’Italia la delicata ristrutturazione dell’Archivio Fotografico della Accademia Americana a Roma (di Cinzia Abbate e Carlo Vigevano), e per la Svizzera due funivie di Walter Hunziker. Sempre ricca la rassegna Selarchitettura. Interessanti le tipologie dissidenti di Dre Wapenaar, nella rubrica Spaziarte.
Marco Felici
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