L’arte contemporanea nello spazio pubblico è spesso sorprendente e controversa. Anche se permette a tutti di avvicinarsi e in qualsiasi momento della giornata, in generale non si ha molto tempo per andarla a trovare, tanto meno adesso che siamo confinati in casa. Abbiamo però a disposizione tante mappe virtuali per scoprire luoghi meno conosciuti e artisti famosi, da Google Maps a Mappy. E tra le grandi capitali della cultura, a Parigi l’arte pubblica è di casa.
Passeggiando virtualmente per le strade di Parigi alla ricerca di arte pubblica, possiamo incappare in un enorme lampione rosa a forma di stella di ben 17 metri che si erge a place de la Porte de Bagnolet, nell’est parigino. Si tratta di Twisted Lampost di Mark Handforth.
Nel cuore della capitale, a Place Colette, troviamo le 800 perle di vetro di Murano giganti e coloratissime di Jean-Michel Othoniel, un lavoro che decora l’ingresso del metro Palais-Royal. All’85 del boulevard Vincent Auriol troviamo l’irlandese Conor Harrington, all’80 il cileno Inti, al 141 il francese C215, al 122 Invader. E continuando per via rue René Goscinny, a rue Jeanne d’Arc e a rue Nationale, possiamo scovare altre opere murali a cielo aperto: ben 35. Siamo infatti nel 13mo arrondissement, noto per la presenza massiccia di street artist di calibro internazionale.
Come mai tanta arte nello spazio urbano? L’arte contemporanea pubblica accessibile a tutti è una delle prerogative della città di Parigi che la sostiene regolarmente, come per la Nuit Blanche. Ci sono comunque altre risposte. Infatti, in Francia esiste l’obbligo di decorare gli edifici pubblici, per una legge comunemente detta l’1% artistico, a sostegno della creazione e per sensibilizzare il pubblico.
Sul sito del Ministero della cultura e della comunicazione, è specificato che l’1% artistico è una procedura dedicata alle commissioni artistiche, che è imposta allo Stato, ai suoi enti pubblici e alle autorità locali. Questa legge che tratta di arte contemporanea integrata nel progetto architettonico è stata introdotta nel 1951 e, a oggi, ha coinvolto edifici scolastici, commissariati e tribunali, per un totale di oltre 12mila edifici per circa 400 progetti e più di 4mila artisti. Un magnifico esempio si trova a Place de la Libération a Vitry-sur-Seine, che accoglie la Chaufferie avec cheminée, una delle sculture policrome più alte di Jean Dubuffet. Non ci rimane che augurarvi buona caccia virtuale. A proposito, qui trovate i tour tra i musei italiani, mentre qui potete fare un giro tra le collezioni più importanti nel mondo.
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